Tesser: «L'Unione è una squadra viva»

di ANTONELLO RODIO


TRIESTESarà una serata all'insegna dell'amarcord quella di stasera al Rocco. Con il Novara, infatti, arrivano un sacco di ex alabardati piuttosto importanti: non solo i giocatori Marianini, Parola e Rigoni, ma anche tutto lo staff tecnico che guidò l'Unione per due stagioni dal 2003 al 2005: Attilio Tesser in panchina, il suo vice Mark Strukely, il preparatore atletico Edoardo Renosto e l'allenatore dei portieri Leonardo Cortiula. Inoltre, come assistente tecnico, c'è un altro ex alabardato, Carlo Perrone. Ma è soprattutto per Tesser che questa non sarà una serata come le altre.
Tesser, che effetto le farà rimettere piede al Rocco?
«Per me venire a Trieste è un enorme piacere: ci ho passato due anni bellissimi ed è stato un bel periodo perché al di là del calcio, ho avuto un grande rapporto con la gente e la città. E sono sinceramente rimasto legato alla maglia alabardata, anche se ovviamente stasera la Triestina sarà un'avversaria».
A proposito di Triestina, che squadra si aspetta?
«Premesso che tutte le partite di B sono difficili, ritengo la Triestina una buonissima squadra: io guardo i nomi e vedo che ha gente di esperienza e qualità, basti pensare a Cottafava e Malagò in difesa, a Lunardini o Gissi a centrocampo, e davanti i vari Testini, Della Rocca, Godeas. E a questi poi si aggiungono dei giovani bravi».
Ma che impressione le ha fatto la squadra alabardata nelle ultime uscite?
«Ho visto le ultime due partite e considerato che veniva da un momento di difficoltà mi ha fatto un'ottima impressione: è vero che ha rischiato qualcosa, ma ha anche costruito. E' una squadra viva e di carattere».
Ci sono particolari difficoltà nell'affrontare una squadra che sta uscendo da una crisi?
«Certo, sarà una squadra ancora più ostica da affrontare. Poi questo è un periodo strano, il mercato sta cambiando alcune squadre, si cerca di rinforzarsi e il girone di ritorno sarà diverso rispetto all'andata. Ma alla fine noi dobbiamo guardare solo alla nostra prestazione e a giocare secondo le nostre possibilità».
E di Salvioni cosa pensa?
«Lo conosco, so come gioca e l'ho seguito fin da quando allenava la Primavera del Parma. Fa giocare bene le sue squadre, è un bravo allenatore e una brava persona».
A chi sostiene che il Novara sta ormai frenando cosa dice?
«Rispondo che siamo ancora in vetta, e che comunque è impossibile tenere il ritmo avuto nella prima parte, un calo è fisiologico. Ma in verità non meritano risposte, perché sono i numeri a parlare. E poi le partite vanno lette, con il Padova avremmo meritato di vincere. Abbiamo fatto un'andata alla grande, ma ricordo che siamo partiti per la salvezza ».
Ma ritiene abbia ancora un senso parlare solo di salvezza?
«Non sono ipocrita e so che siamo molto vicini a quel traguardo, ma è proprio ragionando solo di salvezza che siamo riusciti a essere dove siamo. E anche a dicembre la società ha chiarito che il nostro obiettivo resta quello. Per il resto dobbiamo solo continuare a giocare a pallone, senza tensioni che non devono esserci».
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