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Portava la coca a Trieste, smascherata da Bronco

di CORRADO BARBACINI


Il deposito della cocaina destinata al mercato di Trieste si trovava in un appartamento a San Canzian d’Isonzo, esattamente in via Marco Polo 58. Lì, fino a ieri mattina, abitava regolarmente quella che gli investigatori della Guardia di finanza ritengono essere stata uno dei principali spacciatori operanti sulla piazza.
Si chiama Hellen Lcol Zorol, 42 anni, ufficialmente venditrice ambulante. Ha i documenti in regola. Ieri mattina attorno alle 8 i militari della prima compagnia l’hanno bloccata alla fermata delle corriere all’interno del Silos in piazza Libertà. Era appena scesa dall’autobus numero 51 che collega l’aeroporto di Ronchi dei Legionari a Trieste. Addosso aveva nascosto un involucro contenente 92 grammi di cocaina purissima che non sono sfuggiti al fiuto di ”Bronco”, esemplare di pastore tedesco addestrato a distinguere gli odori delle sostanze stupefacenti.
«Venga con noi, è un normale controllo», ha detto un militare alla nigeriana, che alla vista dell’unità cinofila aveva allungato il passo. La donna è stata così fermata e accompagnata in macchina nella caserma di molo Fratelli Bandiera. E durante la perquisizione è stata trovata la droga nascosta nella borsetta.
In un primo momento Hellen Lcol Zorol ha dichiarato che stava arrivando dall’aeroporto di Ronchi dove aveva incontrato circa un’ora prima una persona appena giunta da Monaco che le aveva consegnato la droga. Un modo per sviare le indagini e prendere tempo.
Infatti dopo pochi minuti una pattuglia della finanza è giunta a San Canzian d’Isonzo e si è fermata davanti alla casa della donna in via Marco Polo 58. E lì, nel corso della perquisizione, sono stati trovati 9 ovuli di cocaina del peso complessivo di 109 grammi. Droga, anche questa, destinata appunto ad essere spacciata a Trieste. In tutto dunque sono stati recuperati 200 grammi di polvere bianca.
Anche se l’arresto del ”cavallo” nigeriano è stato definito casuale dagli ambienti investigativi, è verosimile ipotizzare che la donna sia finita già nei giorni scorsi sotto la lente dei miitari della prima compagnia. I quali l’hanno discretamente pedinata fin dalle prime ore del mattino per poi bloccarla una volta scesa dall’autobus.
È chiaro che la pusher con la droga aveva un appuntamento nei pressi del Silos con il proprio acquirente. E in questa direzione puntano le indagini. Domani Hellen Lcol Zorol sarà interrogata dal pm Massimo De Bortoli. Sarà assistita dall’avvocato Claudio Pettarinj.
La donna fino a pochi giorni fa era ritenuta dagli investigatori una persona insospettabile. La sua attività principale era quella di vendere oggetti etnici nei mercati che si svolgono nei rioni. E non si può escludere che proprio in quelle circostanze la donna abbia venduto - forse nascosta nelle statutte o in piccoli contenitori - proprio la cocaina. Adesso rischia una detenzione che potrebbe comportare la reclusione fino a vent’anni e una multa fino a 260mila euro.
Pochi mesi fa gli investigatori della squadra mobile avevano sgominato una tra le più importanti reti dello spaccio di cocaina che operava a livello nazionale. Erano finiti in carcere 28 persone, di cui la grandissima parte di nazionalità nigeriana. Da Trieste gli agenti della mobile e della Frontiera avevano monitorato per quasi un anno l’ingresso in Italia di incredibili quantitativi di cocaina. Droga destinata a Roma, Milano, Venezia, Napoli, Bologna, Messina, Padova, Bolzano, Verona, Napoli, Reggio Emilia e Parma.
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