10 gennaio 2011 —
pagina 16
sezione: Cultura - Spettacolo
di CARLO MUSCATELLO
Dieci anni, un secolo sul fronte del progresso tecnologico. Giusto dieci anni fa la crisi dellindustria discografica toccava il suo punto più alto, non sembrava esserci freno alla pirateria resa facilissima dallavvento del digitale, i dischi non se li comprava (quasi) più nessuno.
Ma cè una data che ha fatto da spartiacque, il 9 gennaio 2001, quando la Apple ha lanciato il software iTunes: una piattaforma in grado di gestire e ordinare i file musicali, da acquistare legalmente, brano per brano oppure lintero album. Insomma, da un lato una sorta di bottega, di negozio musicale virtuale nel quale trovare tutto o quasi tutto lo scibile musicale; dallaltro, la possibilità per ogni utente di crearsi una propria libreria musicale da arricchire acquisto dopo acquisto. Ordinandola per genere, artista, titolo, etc...
Pochi mesi dopo, nellottobre 2001, arrivava anche loggetto necessario a lanciare definitivamente quella grande intuizione di Steve Jobs: liPod, ovvero il lettore digitale portatile (di varie grandezze e di varie capacità) che ha mandato di colpo in soffitta il vecchio walkman. Il passaggio da oggetto di culto a gadget popolarissimo fra persone di tutte le età è stato velocissimo.
Risultato: oggi i brani disponibili su iTunes - le cui potenzialità non furono subito colte dagli addetti ai lavori - sono la bellezza di quattordici milioni, e in questi dieci anni sono state vendute quasi dodici miliardi di quelle che un tempo avremmo chiamato copie. Numeri, comè di tutta evidenza, in grado di risollevare anche un moribondo. E infatti, da qualche tempo, grazie al digitale, lindustria discografica ha ricominciato a vedere un po di luce in fondo al tunnel.
Di certo la rivoluzione digitale nella musica ha cambiato lintero settore, modificando le abitudini dei consumatori e restituendo una prospettiva di sopravvivenza e persino di crescita a un settore che, proprio dal progresso tecnologico, era stato inizialmente messo in crisi. Ma visto che lappetito notoriamente vien mangiando, la piattaforma iTunes non si è fermata prima alle canzoni e poi ai video musicali: oggi permette di scaricare anche applicazioni, film, serie televisive, giochi... E nella sua ultima versione, quella touch, l'iPod è anche un lettore di libri elettronici e una console per videogiochi. In dieci anni ne sono stati venduti oltre 280 milioni di esemplari.
Il progresso, nella casa di Cupertino lhanno capito da un pezzo, non si ferma: meglio seguirne londa, sfruttarne le potenzialità, e ovviamente anticipare la concorrenza. Che comunque non sta mai con le mani in mano. È stata infatti annunciata come imminente lapertura di un Google Music Store, un negozio di musica digitale gestito dal colosso di Larry Page e Sergey Brin.
Lindustria discografica - che rimprovera alla piattaforma Apple una certa rigidità del modello e i prezzi bloccati per anni - vedrebbe di buon occhio la nascita di unalternativa forte a iTunes, che oggi domina senza rivali il mercato della musica digitale. Poche, finora, le alternative. Per esempio Amazon, presente però solo nei paesi anglosassoni. Basteranno molto meno di dieci anni per vedere cosa ci riserva il futuro in questo settore.
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