Giù una delle due antenne di Monte Radio

di GIUSEPPE PALLADINI


Se ne va, o quantomeno si modifica, un pezzo di storia della città. Dopo quasi ottant'anni una delle due grandi antenne di Monte Radio, quella più a Sud, si appresta a scomparire. Il traliccio non è più in condizioni da permetterne l'utilizzo in sicurezza o da consentirne la riparazione.
Rimarrà l'altra antenna, quella più a Nord, anche se abbassata di alcuni metri. Su di essa verranno concentrati i trasmettitori di Radiouno in onde medie e di Radio Trieste A (la rete in lingua slovena).
Mercoledì scorso un'enorme gru è stata montata sul colle di Monte Radio, accanto alle grandi antenne. I residenti, preoccupati, hanno pensato al posizionamento dell'ennesima antenna per telefonini. In realtà la gru viena utilizzata per gli interventi sui grandi tralicci della Rai effettuati da Raiway, l'azienda del gruppo che si occupa della manutenzione degli impianti.
I tecnici impegnati nei lavori hanno iniziato a operare, come detto, mercoledì mattina, sospesi a un'altezza di alcune decine di metri e con temperature che sfioravano i cinque gradi sotto lo zero. I lavori proseguiranno per alcune settimane.
La storia delle due grandi antenne di Monte Radio è intimamente legata alla nascita dell'emittente di Trieste dell'Eiar, nei primissimi anni Trenta.
Come si legge nei ponderosi volumi sulla Storia della radiodiffusione scritti da Guido Candussi, per anni direttore delle sede Rai di Trieste, i lavori per la costruzione dell'emittente triestina dell'Eiar partirono nel settembre 1930, e le trasmissioni iniziarono il 3 agosto 1931. Si trattò però di prove tecniche: il via ufficiale avvenne il 28 ottobre dello stesso anno.
La scelta della zona dove collocare le antenne avvenne dopo una visita, nel 1930, del direttore generale dell'Eiar Raoul Chiodelli, e del consigliere delegato Gian Giacomo Ponti. Assieme alle autorità locali, dopo aver preso in esame aree a Montebello, Opicina e Prosecco, optarono per il colle di Triestenico, in località Gretta di Sopra, a 220 metri sul mare, un terreno di 50mila metri quadri che l'Eiar acquisto dal conte Alessandro Economo.
Gli edifici tecnici destinati al trasmettitore e quelli accessori vennero realizzati dall'impresa costruzioni dell'ingegnere Dante Fornasir, su progetto dell'Ufficio tecnico della Sip (capogruppo dell'Eiar).
Le due torri, altre rispettivamente 86 e 82 metri, e distanti 120 metri l'una dall'altra, furono invece costruite dalle Officine Savigliano e fissate ad appositi basamenti di cemento armato. Progettate per resistere alla pressione della bora fino a velocità di 240 chilometri orari, queste torri sostenevano, tramite appositi cavi isolati, un'antenna a forma di T, grazie alla quale la voce di Radio Trieste arrivava fino ai Paesi dell'Europa centrale e balcanica.
La stazione di Monte Radio, dove venne installato un impianto trasmettitore prodotto dalla Compagnia Marconi (che aveva sede a Londra), fu poi collegata alla sede dell'Eiar in piazza Oberdan, nell'allora palazzo della Telve, attraverso un fascio di cavi telefonici.
(ha collaborato

Laura Tonero)

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