Gorizia avanguardia nella ricerca ecologica

Fare in modo che gli edifici storici riducano la dispersione di energia e calore, attraverso opportune soluzioni tecnologiche, mitigando così il loro impatto ambientale.
Il progetto europeo – denominato GoverneE (energy efficient public buildings for a greener future of central Europe) - al quale sta lavorando il Ceta, il Centro per l'ecologia teoria ed applicata, di Gorizia, interessa da vicino tante città del Vecchio continente, alle prese con un patrimonio immobiliare vetusto, che crea una serie di problemi in materia ambientale. Non a caso, l'Unione europea lo ha finanziato con 2,25 milioni di euro. A coordinarlo, è l'ingegnere goriziano Alessandro Bon.
Nei giorni scorsi, a Hodmezovasarhely, in Ungheria, si è svolta la conferenza di presentazione del progetto, che vede coinvolte 4 città europee, tra le quali Praga, il distretto amministrativo tedesco del Burgenland, e, oltre al Ceta, un altro centro di ricerca (il Cere, austriaco).
«Abbiamo evidenziato le interessanti possibilità che in questo settore possono essere offerte da strumenti per il controllo automatizzato – ha spiegato Bon – che permettono l'integrazione dei dati, sia in sede di analisi che si successiva gestione ambientale ed energetica».
L'obiettivo del piano, che rientra nell'ambito del programma comunitario "Central Europe", e avrà una durata triennale, è quello di offrire agli amministratori linee guida e indicatori di buone pratiche affinchè le scelte politiche possano essere più consapevoli rispetto ai temi dell'energia.
Il progetto indicherà i passi da compiere per migliorare la pianificazione urbanistica (e non solo urbanistica) e stimolerà il coinvolgimento degli amministratori stessi, sia a livello locale che a livello regionale, affinchè vengano adottate soluzioni ambientalmente sostenibili.
Nicola Comelli