Wikileaks: «Berlusconi inefficiente e irresponsabile»

di NATALIA ANDREANI


ROMA«Festini selvaggi» di Berlusconi fra Arcore e Villa Certosa. La redditizia amicizia col premier russo Putin, di cui il Cavaliere si fa «portavoce in Europa». Gli imbarazzanti legami col dittatore libico Gheddafi, il colonnello che pianta le tende a Roma come fosse di casa e ha un debole per le infermiere bionde e procaci.
Doveva essere una bomba e bomba è stata la pubblicazione dei files diplomatici da parte di WikiLeaks. L'operazione di controintelligence firmata dal sito di Julian Assange è scattata nel tardo pomeriggio di ieri, con qualche ora di anticipo rispetto al previsto, in una clima di fortissima tensione internazionale. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, secondo quanto si è appreso da fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni diffuse dal sito di Wikileaks sull'Italia, si è fatto una risata.
La preoccupazione delle autorità italiane era già nelle parole usate dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, poco dopo le quattro di ieri pomeriggio. «Sarà l'11 settembre della diplomazia mondiale. Salteranno tutti i rapporti di fiducia fra Stati», aveva detto il titolare della Farnesina, raggiunto dal tifone WikiLeaks durante la missione in Qatar, invitando l'opposizione a «evitare il gioco al massacro» e aggiungendo che comunque «nulla potrà mai scalfire la solidità dei rapporti Italia-Usa». Il tutto mentre il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, definiva l'opera di Assange «una nuova forma di terrorismo».
Migliaia di files. Tra il materiale catturato da WikiLeaks sono 3012 i dispacci inviati al Dipartimento di Stato americano dall'ambasciata e dagli uffici consolari Usa nella penisola (per numero di documenti divulgati l'Italia è il 16esimo Paese della lista). E solo una parte riguarda l'era Berlusconi dal momento che le carte divulgate vanno dalla metà degli anni Sessanta a oggi e attraversano anche gli anni più bui della storia italiana, quelli delle stragi, quelli di Ustica, degli anni di piombo e del sequestro Moro.
L'uomo ombra. Un ampio capitolo è dedicato ai rapporti fra il Cavaliere e Vladimir Putin. I diplomatici Usa scrivono nel 2009 che nelle relazioni tra i due comparrirebbe un uomo «ombra», un misterioso intermediatrio italiano che parla fluentemente il russo. Relazioni «straordinariamente strette» fatte anche di «generosi regali» e «lucrosi contratti energetici», aggiungono i documenti in cui si legge che Berlusconi, atteso per quest'oggi in visita a Tripoli - appare sempre più come «il portavoce di Putin» nel Vecchio continente. Gli Usa, raccontano ancora i carteggi, sono preoccupati soprattutto per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia e Ue attraverso i Balcani.
Affari sospetti. A chiedere approfondimenti sull'asse Roma Mosca è stato, in tempi recentissimi, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Una richiesta che risale all'inzio di quest'anno e che ha visto il segretario rivolgersi alle ambasciate Usa di Roma e Mosca per avere informazioni su eventuali «investimenti personali» di Berlusconi e Putin che possano «condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi».
Wild Partys. In un altro report da Roma, si affronta il capitolo delle «fatiche» di Berlusconi. Elisabeth Dibble, incaricata d'affari presso l'ambasciata, descrive il premier come una persona «ineffective, vane and feckless», letteramente inefficiente, vanitoso e irresponsabile. Un uomo sempre «fisicamente e politicamente debole» anche a causa delle «prolugate nottate e dell'inclinazione ai partys che gli impediscono di riposarsi abbastanza», recita il cablogrammma spedito a Washington.
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