Dal Burlo alla Bolivia, in cerca d'acqua

All'ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste si è perfezionata in pediatria, alla fine degli anni '80. Ma i suoi interessi spaziano dallo sviluppo sostenibile alla tutela dell'ambiente, dalla medicina alle tecnologie alternative, al punto da essere diventata direttore esecutivo a livello mondiale dell'Ecological association of the East (Aseo). In questo momento, di concerto con la sezione di Trieste dell'Associazione di cooperazione cristiana internazionale (Accri), di cui è vice presidente don Mario Del Ben, con la quale ha iniziato a collaborare al tempo della sua presenza al Burlo Garofolo, sta operando a un progetto che riguarda il suo Paese.
Lei è Urbelinda Ferrufino, coraggiosa donna nativa di Cochabamba, città boliviana grande circa il doppio di Trieste, che sta lavorando da tempo per realizzare un bacino idrico per recuperare acqua a Santa Cruz de la sierra, nei pressi del centro di Comarapa, in grado di garantire acqua a 24 villaggi, finora vissuti negli stenti a causa della siccità del territorio circostante.
«Nel mio Paese - spiega - c'è troppa povertà per poter esercitare la professione di medico, in quanto mancano farmaci e assistenza, allora, seguendo il mio desiderio di aiutare gli altri, mi sono dedicata alle risorse naturali. Nel '92 - aggiunge - ho iniziato come volontaria nell'Aseo e nel '95 ho cominciato a collaborare in Bolivia. Nel 2006 fui invitata a un convegno della Fao a Roma e decisi di cogliere l'occasione per andare a visitare gli amici di Trieste, scoprendo il Tavolo dell'acqua, istituito dall'allora presidente della giunta regionale, Riccardo Illy. Il progetto al quale stiamo lavorando e per il quale cerchiamo fondi riguarda il bacino del fiume San Isidro, con l'obiettivo di irrigare un territorio di 24 villaggi nel quale vivono e lavorano la terra circa 10mila persone».
Manca ancora molto lavoro per finire il progetto, ma già esiste un'organizzazione dei villaggi per una gestione comune, in base a un regolamento. «Si tratta - riprende la Ferrufino - di completare uno studio botanico sulle piante del bacino, per evitare l'erosione e salvarlo, individuando le piante più adatte per la riforestazione. Abbiamo già avviato un piano per un vivaio forestale con capacità di 100mila piante autoctone e un programma di rimboscamento e uno di educazione ambientale per gli abitanti».
In programma c'è anche la costruzione di 310 gabinetti secchi per evitare lo scarico nel fiume, ognuno dei quali costa 1.200 dollari. «Intendiamo poi avviare la tecnologia per utilizzare al meglio ogni piccolo spazio del terreno - conclude - la cosiddetta nanotecnologia agricola, un metodo bio intensivo per produrre alimenti di consumo». Complessivamente servono 3.800.000,00 dollari per costruire 90 km di condotte idriche. La raccolta fondi a Trieste sarà organizzata nell'ambito del mercatino di Natale. Tutte le informazioni si trovano sul sito www.accri.it. Il referente per Trieste è Gianluca Lemma.
Ugo Salvini