Fondazione Luttazzi per lanciare i giovani artisti

di ELISA GRANDO


TRIESTE A tre mesi dalla scomparsa di Lelio Luttazzi, nasce oggi a Trieste una Fondazione a lui dedicata che opererà per diffondere la cultura musicale nello spirito del grande artista triestino. L'ha voluta con tenacia e amore la moglie Rossana Luttazzi, che per 36 anni ha accompagnato con discrezione la vita e la carriera del marito e oggi, nella conferenza stampa di presentazione, per la prima volta si fa portavoce diretto di un progetto che coltiverà l'eredità artistica del Maestro, con la sua stessa sobrietà ed eleganza. Quando parla di lui, la signora Luttazzi si commuove ancora: «Ho capito subito che per sopravvivere avrei dovuto continuare a occuparmi di Lelio, e la Fondazione è il mezzo giusto per progettare iniziative di qualità», dice Rossana.
Il primo evento in cantiere è un concorso per giovani pianisti jazz dedicato alla memoria del Maestro, previsto per la primavera del 2011: «Mi è sembrato giusto iniziare così perché Lelio amava molto sostenere i giovani talenti, come ad esempio Arisa, che ha accompagnato con gioia al Festival di Sanremo».
La Fondazione inoltre metterà on line da oggi musiche inedite, manoscritti e altro materiale appartenuto a Luttazzi, sul suo sito (www.fondazionelelioluttazzi.it) e progetta di promuovere tante attività rivolte alla diffusione della cultura e della formazione musicale, opere a carattere sociale in cui la musica rappresenta un valore, ma anche la produzione di libri, dvd e cd.
Nel consiglio d'amministrazione figurano professionisti del settore che hanno condiviso una stretta amicizia col Maestro: oltre a Rossana Luttazzi ci sono anche Cesare Bastelli, il direttore della fotografia di Pupi Avati che ha curato il documentario "Il giovanotto matto" dedicato al musicista, Roberto Podio, produttore e batterista di Lelio, Gabriele Centis della Casa della Musica e la giornalista Rai Marinella Chirico.
Naturalmente, la Fondazione servirà anche a valorizzare il patrimonio artistico del Maestro soprattutto nei suoi risvolti meno conosciuti, come la produzione letteraria: «Lelio ha scritto molto, soggetti, libri, taccuini, ricordi, anche lettere a grandi della cultura come Mario Soldati e Tullio Kezich - racconta la moglie. - Ho passato due mesi a catalogare la sua opera insieme a una giovane neolaureata, Roberta Bassi. Con calma metteremo a disposizione sul web questo catalogo. I progetti della Fondazione sono tanti, speriamo di trovare nelle istituzioni della città e del territorio dei validi sostenitori».
Intanto la Fondazione ha già raccolto gli auguri e l'appoggio di tanti testimonial d'eccezione come Lina Wertmüller, Pippo Baudo, Rosario Fiorello, che negli ultimi anni aveva ospitato più volte Luttazzi nella sua trasmissione "Viva Radio Due", e Fabio Fazio, che l'aveva riportato in tv a "Che tempo che fa". Rossana Luttazzi ha ricevuto anche l'affetto e il supporto di tanti triestini fra i quali il sindaco Roberto Di Piazza, da subito entusiasta del progetto: «Ho fatto tutto da sola e in pochi mesi, ma devo ringraziare i tanti amici di Lelio che mi hanno dato un grande aiuto morale». La città del resto fa parte dell'anima della Fondazione, che resterà sempre a Trieste così come ha deciso di fare la moglie di Luttazzi, continuando ad abitare nell'appartamento di Piazza Unità proprio di fronte al Municipio: «Da quando era tornato mio marito era ringiovanito di vent'anni, aveva un entusiasmo contagioso. Mi ha lasciato un vuoto affettivo e intellettuale incolmabile: aveva sempre una battuta intelligente, non l'ho mai sentito dire una cosa sgarbata. Lelio adesso è nel suo mare e io resto qui, nella casa che più ha amato nella sua vita».
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