Trieste in bianco e nero nei disegni di Brunot

TRIESTE «Il disegno in bianco e nero è quello che mi piace di più» afferma Vincent Brunot, artista parigino, attivo da anni fra Trieste e la Francia. E sono proprio i suoi più recenti disegni in bianco e nero - una trentina - il tema della rassegna ispirata a Trieste, che la Galleria Rettori Tribbio 2 gli dedica a partire da domani (inaugurazione alle 18) al 5 novembre (orario feriali 10-12 e 17-19.30, festivi 11-12.30, lunedì chiuso).
Noto e apprezzato per gli splendidi acquerelli che immortalano Trieste raffigurata dai punti di vista più significativi, per i volumi illustrati che descrivono la nostra città e Venezia, editi dalle Generali, per un magnifico libro sul Teatro Verdi di Trieste e per le guide Gallimard, in cui Brunot rappresenta la Serenissima, Bologna e varie città francesi, l'artista propone ora una serie di accurati disegni realizzati a matita dura e rifiniti a matita grassa.
Dal Caffè San Marco alla Libreria Saba, all'antica drogheria Toso, Brunot pone l'accento anche sugli interni, a differenza della sua costante attenzione per il paesaggio e le architetture, proponendo, tra le altre, anche vedute di piazza dell'Unità con il sottoportico, del Municipio, di piazza della Borsa, piazza Oberdan con il tram, il molo Audace, San Giusto, i portici in piazza Goldoni con la Scalinata dei Giganti...
Diplomato in incisione all'Ecole nationale supérieure des Arts Décoratifs, disegnatore di razza che acuisce l'interesse per il suo racconto grazie anche a delle prospettive leggermente forzate, che accrescono il pathos dei luoghi, Brunot interpreta Trieste in un modo fresco e accattivante, che non fa rimpiangere certe sperimentazioni d'avanguardia a tutti i costi. E, mentre sta lavorando a un libro illustrato su Lione e a un altro sulla zona basca francese, annuncia, prossimamente, una mostra solo d'interni rigorosamente in bianco e nero.
Marianna Accerboni