Casa Rossa, giù il valico svanisce il simbolo che evocava la guerra

di NICOLA COMELLI


Chi gli vuole fare un'ultima foto è bene che si sbrighi. Tra oggi e domani uno dei simboli del confine verrà smantellato. Si tratta del valico sloveno della Casa Rossa (Valdirose – Rozna dolina per gli sloveni) che, nell'ambito dei lavori di risistemazione del trafficatissimo, vicino incrocio (180mila euro l'ammontare complessivo dell'intervento), sarà rimosso. Quel valico, ai tempi della Jugoslavia, era l'unico internazionale. Di lì passavano i Tir; lì cominciava la Cortina di ferro.
Già nei giorni scorsi gli operai hanno provveduto a rimuovere una parte delle assi che componevano le coperture. Nelle prossime ore toccherà all'anima metallica. La gru e il camion che dovranno rispettivamente smontarla e portarla in discarica sono già parcheggiati nella piccola piazzola a lato del posto di confine.
Dopo di che, una volta superato il viadotto ferroviario, resterà solo il cartello stradale che indica obblighi e limiti di velocità a ricordare a tutti di essere ormai arrivati in Slovenia. Già nelle settimane immediatamente successive al 20 dicembre 2007, quando Lubiana entrò nell'area Schengen, le autorità di Nova Gorica, nel chiudere defintivamente le guardiole che a lungo ospitarono i granciari prima, la Milicia federale e la polizia slovena poi, cinsero con dei guardraill i posti di controllo, che non servivano più. Ora, però, anche quel monumento ai tempi che furono sparirà. Al suo posto una grande aiuola spartitraffico e il pennone con la bandiera bianca, rossa e blu, con il disegno stilizzato del monte Tricorno. Dalla parte italiana, invece, per il momento non è destinato a cambiare nulla.
L'arrugginita tettoia posta a fianco al comando della Polizia di frontiera, di fronte alla caserma Massarelli, resta al suo posto (anche se, come si ricorderà, le guardiole sono state comunque eliminate) e, all'orizzonte, non pare siano stati messi in calendario lavori analoghi a quelli che avvengono oltre confine, ad appena una cinquantina di metri. Di fatto, in occasione della visita, prevista per domani, di Romano Prodi - che nel maggio 2004, da presidente della Commissione europea, proprio da Gorizia, sancì l'allargamento dell'Unione europea - la città non si farà trovare molto diversa rispetto a quella che lo accolse ormai più di sei anni fa. L'unico valico effettivamente smantellato è quello di Merna: lì, la tettoia, proprio come accede in questi giorni a Valdirose, venne smontata pezzo per pezzo, e oggi resta in piedi solo il caseggiato che ospitava poliziotti e finanzieri. Per il resto, in via San Gabriele come in via Montesanto, al Rafut così come in via Vittorio Veneto, poco o nulla è cambiato. I valichi sono ancora lì: sporchi, abbandonati a loro stessi, privi di qualsiasi manutenzione. E anche i progetti di recupero ipotizzati negli ultimi anni non sono decollati.
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