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Spunta una quaterna L’obiettivo: fare presto

di SERGIO CARLIN

MILANO Il Cda di Unicredit «ha dato mandato al Presidente Rampl di identificare e proporre il successore di Alessandro Profumo nelle prossime settimane». Con questa poche righe finali del comunicato della banca di piazza Cordusio si è aperta ufficialmente già martedì sera, dopo la sfiducia all'amministratore delegato, la ricerca da parte del board di un nuovo Ceo. Questione che, secondo quanto risulta al «Piccolo», alcuni consiglieri volevano già risolvere durante la riunione, presentando tre nomi forti sui quali confrontarsi nei prossimi giorni. Quello che viene fatto filtrare è che il presidente Rampl ha già una lista di quattro nomi di spessore da cui partire per colmare un vuoto importante e che sarà scelto, spiega un banchiere che conosce molto bene Unicredit, in relazione alla futura strategia di gestione che gli azionisti vogliono imprimere alla banca.
Che la casella mancante sia da riempire con una certa celerità lo ha fatto capire anche il mercato che ieri ha punito il titolo Unicredit con un vistoso ribasso del 4%: peggiorando nel finale, le azioni hanno chiuso a 1,823 euro. Elevato il numero degli scambi: in due sedute è passato di mano quasi il 6% del capitale. Se a questo si aggiunge il pressing della Banca d'Italia cui tocca vigilare sulla stabilità degli assetti di vertice negli istituti, si può comprendere perché l'intenzione di Rampl sia quella di riuscire a sbloccare la situazione già in occasione del Cda di fine mese a Varsavia, fissato anche per preparare la risposta alla richiesta di chiarimenti di Via Nazionale sul caso Libia.
Scartata subito la situazione della continuità interna con un passaggio delle consegne al deputy Ceo
Roberto Nicastro, i quattro nomi su cui sembra si stia concentrando il presidente di Unicredit sono quelli di Fabio Gallia, attuale amministratore delegato di Bnl-Bnp Paribas, Claudio Costamagna, ex investment banking per l'Europa di Goldman Sachs, Mario Greco, numero uno di Zurich Vita ed ex a.d. di Ras ed Eurizon ed Enrico Tomaso Cucchiani, presidente di Allianz Italia e già consigliere del board di Piazza Cordusio, in forza del 2% posseduto dal gruppo assicurativo di Monaco di Baviera. Quattro candidature di profilo altissimo e internazionale che potrebbero piacere anche al mercato, bene abituato da Profumo.
Per rimpiazzare l'ex McKinsey si sono fatti anche i nomi di Giampiero Auletta Armenise, ex a.d. di Ubi Banca, di Andrea Orcel, numero due dell'investment banking di Merril Lynch (ben visto da CariVerona) e degli outsider Matteo Arpe e Alberto Nagel. Pesi massimi, questi ultimi, che hanno già declinato l'invito in quanto impegnati nell'integrazione di Banca Profilo nel suo fondo Sator, il primo e nel consolidamento della nuova era di Mediobanca tutta targata manager interni, il secondo.
Il nome che, in banca, viene dato in pole position è quello di Fabio Gallia, giovane emergente molto stimato nel settore, molto esperto di retail e cresciuto, prima di passare in Bnl, con Arpe in Capitalia (era dg). Esperienza che, non a caso, potrebbe rivelarsi molto utile per questa nuova avventura.
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