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«Il commissario prende decisioni arbitrarie per l’Isola»

GRADO «Il territorio gradese è dei gradesi e l’attività del commissario, anche quella che gli consente la legge, manca di un requisito essenziale: il mandato popolare! Prescinde inoltre dal fondamento che i gradesi hanno la possibilità, la capacità, il metodo e l’intelligenza per potere decidere da soli il proprio futuro, ed è quello che chiedono!». Lo afferma il Pd che parlando del commissario comunale afferma: «Pare di scorgere propositi e gesta di un novello conquistatore del nostro territorio di Grado». Il Pd ricorda che subito dopo la nomina, il commissario, ha convocato alcuni rappresentanti politici locali per una consultazione sulle reali esigenze della cittadinanza, richiedendo il loro consenso per iniziare i lavori per il parcheggio sotterraneo in piazza Carpaccio, in modo da renderlo fruibile entro l’inizio dell’estate 2011 («il consenso preventivo era stato dato dai presenti seppur in attesa di definizione del piano finanziario»).
«Al giudizio positivo per il metodo democratico allora usato - continua il Pd - corrisponde ora la forte perplessità per le altre iniziative avviate dal commissario (senza avere né chiesto, né ricevuto alcun parere favorevole da parte delle rappresentanze politiche locali) in relazione ad argomenti sui quali era ancora aperta la discussione nel decaduto consiglio comunale e che necessiterebbero di approfondimenti e confronti». Il riferimento è al Polo termale e alle varianti “Zamparini”, “Piano dei porti” e “Alberghi”: «Sembra infatti che questi argomenti, oggetto di serrato dibattito tra le parti politiche, vedranno il via a breve, indipendentemente da ciò che vuole la comunità, in ossequio, pare, ai desideri dell’imprenditoria interessata». Il Pd afferma pertanto che occorre capire se questo modo di procedere caratterizzerà tutto il periodo fino alle prossime elezioni, «e allora magari scopriremo che questo protagonismo era dettato dall’esigenza di opzionare futuri incarichi». Quindi la questione ”Ospizio Marino”: «Non vanno dimenticate - evidenzia il Pd - le prese di posizione del commissario, che sembra porsi quale interlocutore unico nei confronti della Regione, della Provincia e dei commissari liquidatori, quasi prescindendo dall’offerta di collaborazione di tutte le forze politiche regionali».(an.bo.)

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