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Mauro (Pdl): «Udc come Balotelli deve tirare nella porta giusta...»

L’INTERVISTA dall’inviato
ROBERTA GIANI


RIMINI «L’Udc è come Mario Balotelli. Deve solo capire che indossa già la maglietta del centrodestra e tirare nella porta giusta. Come i finiani, peraltro...». Mario Mauro, con un sorriso, sforna la metafora calcistica. E sdrammatizza, almeno ci prova, l’escalation agostana di tensioni: un’escalation che, vista da Bruxelles, dove l’eurodeputato del Pdl guida la nutrita pattuglia italiana e dove berlusconiani, finiani, centristi e leghisti votano «otto volte su dieci» compatti, appare assurda. Peggio, «pretestuosa».
Eppure, in ballo, c’è la tenuta del governo. Silvio Berlusconi, oggi, vede Umberto Bossi: si discute di voto anticipato.
E io mi auguro che non ci sia.
Perché?
Il governo sta facendo bene, sta lavorando nell’interesse del Paese, non ha senso andare al voto.
Ma il governo rischia di saltare.
La ragione per cui può saltare non è politica.
E qual è?
Mentre il centrosinistra ha il problema dell’eccessivo tasso ideologico, noi abbiamo quello dell’eccessivo tasso di personalismi.
A chi si riferisce? Ai finiani? Ai leghisti? A chi?
A tutti. E a tutti ricordo che, quando ci siamo schierati con tre punte, abbiamo perso. Quando abbiamo giocato con una punta sola, come nel 2008, abbiamo invece stravinto. Forse dobbiamo rassegnarci all’antico adagio: squadra che vince non si cambia.
Il premier è insostituibile, dunque.
Berlusconi è il più grande federatore e innovatore che la politica italiana abbia mai avuto: ha aggregato dal centro una forza regionalista che cianciava di secessionismo e una forza nazionalista in odor di fascismo, trasformando l’una in forza autonomista e l’altra in destra democratica. E ha generato il centrodestra: non mi pare poco.
Ma gli stracci volano comunque. Qual è la strada maestra per salvare la legislatura?
Chi ha provocato una rottura, deve tornare sui suoi passi e capire che si può serenamente manifestare il proprio dissenso, senza mettere a rischio il governo.
I finiani dicono che è stato l’ufficio di presidenza del Pdl a espellere il loro leader. Non è così?
Non mi risulta. E, a quell’ufficio, io ci ho partecipato.
Squadra che vince, dice lei, non si cambia. Ma si può allargare all’Udc?
Mi spingo oltre: dico che l’Udc appartiene già alla nostra stessa squadra. Solo che lo deve capire.
La Lega, però, intima l’altolà a suon di insulti. E l’Udc ricambia.
Sento troppe argomentazioni capziose: non esistono differenze programmatiche. In Europa, otto volte su dieci, votano allo stesso modo.
In Italia, però, si sparano addosso.
Pretesti. Vogliono negoziare la propria parte della torta. Ma sarebbe molto meglio se si fosse tutti più determinati nella realizzazione delle riforme.
Restando in Europa: che succede ai finiani se, in Italia, si va alla scissione?
Partiamo da una notizia: i finiani, nel Parlamento europeo, sono rimasti nel gruppo del Pdl. E l’hanno fatto, evidentemente, per una valutazione politica.
Oggi siete tutti nel Ppe. Ma se i finiani fondano un nuovo partito?
Si troverebbero fuori dal Ppe perché, molto semplicemente, un nuovo partito dovrebbe appena avviare l’iter di richiesta di ingresso. E i partiti già presenti, come noto, potrebbero esercitare il diritto di veto.
A tener banco, in queste ore, c’è anche il durissimo editoriale anti-berlusconiano di Famiglia cristiana. Come lo giudica?
Un brutto editoriale. Ma conosco Beppe Del Colle e so che è da sempre un assatanato: ce l’ha non tanto con Berlusconi, quanto con i cattolici che votano Berlusconi.
Come se lo spiega?
Lo collego all’intervista che il mio amico Maurizio Lupi ha rilasciato a Famiglia cristiana. Del Colle l’ha letta e, temendo che Famiglia cristiana fosse diventata berlusconiana, ha scritto alla fin fine un editoriale contro Famiglia cristiana.
Non crede che ci sia un disagio e una spaccatura dei cattolici?
Ma i cattolici sono in formazioni politiche diverse da vent’anni, da quando non c’è più la Dc. E, a dir la verità, lo erano anche prima.
Concludendo: lei non vuole il voto anticipato. Ma Berlusconi, ammesso che non lo voglia nemmeno lui, riuscirà a convincere Bossi?
Ho fiducia nel premier. E faccio il tifo perché ce la metta tutta.
RIPRODUZIONE RISERVATA


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