Fallito il rilancio del Park Hotel Obelisco

di LAURA TONERO


Brusco stop per il recupero del Park Hotel Obelisco alle porte di Opicina. Lo scorso 4 marzo, infatti, è fallita la Gladstone spa: società immobiliare milanese che dal 30 marzo 2006 è proprietaria dell'enorme complesso che, calcolando gli annessi impianti sportivi, l'area verde e i parcheggi raggiunge i 61.918 metri quadrati.
La struttura di via Nazionale è in completo stato di abbandono dal 1979: sterpaglie, calcinacci, rifiuti e atti vandalici la fanno da padrone. Dal 1984 è passata nelle mani di cinque proprietà e ora il suo destino è in bilico. Nessuno ha partecipato alle aste giudiziarie organizzate dal Tribunale di Milano. Il 20 luglio scorso nella stanza del giudice meneghino Caterina Macchi (in presenza dei curatori fallimentari Patrizia De Cesari, Giorgio Canova e Andrea Zonca) il lotto è stato proposto in vendita senza incanto a 4 milioni 573mila euro con rilanci non inferiori a 20 mila euro. A vuoto anche il secondo tentativo di vendita avvenuto con incanto il 27 luglio scorso. E ora il futuro del Park Hotel Obelisco torna nelle mani dei curatori fallimentari.
L'area che ospita la struttura è classificata dal piano regolatore del Comune di Trieste come "turistico-ricettiva". Lì è prevista quindi la realizzazione di alberghi, insediamenti collettivi, impianti sportivi, ristoranti e locali di ritrovo.
«Il complesso immobiliare del Park Hotel Obelisco - scrive Patrizia De Cesari per conto del Collegio dei curatori - è oggetto di una convenzione con il Comune di Trieste, con scadenza 2011, che consente un maggior volume edificabile». Infatti, se la struttura che un tempo ospitava l'albergo e gli altri edifici attigui hanno una superficie di 8.415 metri quadrati, è previsto un volume edificabile di 20.587 metri quadrati. L'area, come riportato anche sui diversi annunci delle aste giudiziarie apparsi sulla stampa nazionale, conta anche 5.820 metri quadrati adibiti ad impianti sportivi con piscina e campi da tennis e oltre 28mila metri quadrati tra area verde e parcheggi.
L'architetto Giuseppe Agresta che, su incarico del tribunale, lo scorso 5 giugno ha depositato la sua relazione di stima, descrive gli immobili del Park Hotel Obelisco come vetusti ed in cattivo stato di manutenzione e conservazione. L'impiantistica non è più funzionante o in parte smantellata da atti vandalici. «Poiché i fabbricati sono in stato di abbandono e gli accessi sono bloccati per evitare atti vandalici - scrive il professionista nella perizia - non mi è stato possibile visionare gli interni».
Viste le condizioni agli edifici è stato attribuito un valore di mercato di 320 euro al metro quadrato, 40 euro per quelli che ospitano gli impianti sportivi, 11 per l'area destinata a parcheggio e 65 euro per i metri quadrati edificabili.
Ma come si è arrivati al fallimento di un colosso quale la Gladstone, l'azienda fino a poco tempo fa proprietaria di immobili a Bruxelles, Sansicario e, appunto, a Trieste? Sembra assurdo, eppure tutto ruota intorno a una faraonica festa organizzata per il rilancio dell'Autodromo di Imola.
A gestire l'impianto intitolato a Enzo e Dino Ferrari nel maggio del 2008 era la Formula Imola, una società che come la Gladstone è riconducibile alla Norman 95 spa. L'organizzazione dell'evento fissato per il 3 e 4 maggio di due anni fa venne affidata alla società Mis Mas.
Andò in scena una festa da capogiro, ad ingresso gratuito, con spettacolo del famoso Cirque du Soleil, fuochi d'artificio, concerto di Francesco Renga. Il conto presetato dagli organizzatori fu di circa un milione di euro. Ma quella fattura la Formula Imola non l'ha mai saldata. È per questo motivo che la Mis Mas il 19 giugno dello scorso anno ha depositato in tribunale a Milano un decreto ingiuntivo di pagamento a cui Formula Imola si era opposta, ma che ora ha portato al fallimento tutte le realtà che fanno capo alla Norman 95. Gladstone in primis.
Un intricato gioco di scatole cinesi, un fallimento che a Milano ha fatto tremare il comparto immobiliare e che purtroppo ha reso ancora più incerto il futuro della struttura di Opicina.
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