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Svetozar Križaj, lezione di vera architettura

GORIZIA Dal punto di vista dell'architetto, colpisce la mostra alla Biblioteca statale dedicata a Svetozar Križaj (1921-1996), nostro vicino di Aidussina e architetto anch'egli, che dalle elementari allo scientifico ha frequentato Gorizia conoscendovi Luisa Morassi (1903-2002), tra le prime donne laureate architetto in Italia. Colpisce perché le mostre di architettura sono oggi poche, per il fatto che la materia è diventata ostica. Diversamente dalla storia dell'arte, infatti, alle superiori quella dell'architettura non si studia più da quasi mezzo secolo e, da una trentina d'anni, nemmeno all'università, se non di striscio. Non per niente il territorio è infatti costellato da obbrobri architettonici, senza che ci si faccia poi molto caso, talmente tanti ormai sono. La "piccola" mostra riguarda una serie di schizzi preparatori e l'elaborato finale per un monumento a commemorazione delle vittime della seconda guerra, che Svetozar ha disegnato tra il 1946-47, per un corso all'università di Lubiana tenuto dall'architetto Jože Plecnick (1972-1955), allievo questi di Max Fabiani (1865-1962), tutti nella scia "Sezessionstil" della Scuola di Otto Wagner (1841-1918). Il bellissimo elaborato finale, mostra un edificio a forma di cono, ispirato al progetto elaborato da Ple?nick nel 1947 per il parlamento di Lubiana (la Cattedrale della libertà), poi mai realizzato ma celebrato sulla moneta slovena da 10 centesimi di euro. L'edificio di Svetozar, diversamente da quello del professore, ripudia però la simmetria palladiana e sbilancia invece il fronte a destra con un porticato antistante, per inquadrare l'accesso al faticoso percorso delle rampe che portano alla cuspide. Una ascesa architettonica del medesimo significato di quella delle piramidi, degli obelischi, degli ziggurat, della torre di Babele, dei campanili e delle torri civiche: tesa all'alto e al trascendente.
Filo rosso: Plecnick ristruttura la reggia di Praga tra il 1920 e il '26, incontrando il goriziano Niccolò Pacassi, che tra il 1753 e il '75 ha conferito l'attuale aspetto al palazzo. Poi, la Morassi più volte ritratta da Veno Pilon, di cui era amica. Poi il Svetozar, al quale, stranamente, non sono mai stati italianizzati né nome, né cognome, che nel 1972 ristruttura la Pilonova Galerja, diretta da Irene Mislej, poi moglie dell'architetto.
Poco prima della sua scomparsa, nel 1996 Križaj si reca alla Reggia di Praga per un'ultima visita al suo maestro. Nella fotografia è seduto su una delle eleganti panchine progettate da Plecnik attorno il 1930, a sezione elittica, proprio come le panche di piazza Cavour.
Diego Kuzmin