Nuovo ristorante della Cooperativa pescatori

GRADONon si può accorciare di più la filiera di come hanno fatto i pescatori di Grado. "Zero miglia" il nome del nuovo ristorante, zero posti a tavola nelle prime due sere. Un successo le cui radici affondano in un progetto nato tre anni fa e si nutrono dell'intraprendenza della Cooperativa pescatori.
«A maggio 2009 – ci spiega il presidente Antonio Santopolo – abbiamo aperto la pescheria all'interno del mercato, per la vendita al dettaglio. Ora, con l'inaugurazione del locale, abbiamo compiuto un ulteriore passo per sfruttare al meglio le nostre potenzialità». Un boom nei primi due giorni e solo l'atro ieri sono partiti anche con il banco della gastronomia per asporto. "Zero miglia" è aperto sette giorni su sette, tutto l'anno, dal mattino presto a notte inoltrata. Infatti, vuole essere anche punto di ritrovo e di aggregazione per tutti i soci – circa 160, con più di 90 imbarcazioni –, che possono semplicemente bere il caffé o fermarsi a giocare a briscola, e per i clienti che partecipano alle aste del pesce nell'edificio adiacente. Potremmo dire che è una struttura polifunzionale, che dà nuova linfa alla comunità gradese, che permette alla cooperativa di smaltire tutto il pescato giornaliero, compreso il pesce povero, e che soddisfa il palato dei golosi turisti.
«Il locale è dotato di 19 tavoli, la maggior parte all'esterno sul canale – afferma la direttrice Flavia Verginella -, progettato dall'architetto Bilucaglia con l'intenzione di riproporre gli elementi che caratterizzano i nostri pescherecci». Una grande cartolina d'inizio ‘900 e un collage di foto anni '50 di vita quotidiana dei pescatori, aggiungono il color seppia agli interni del ristorante. «Un ristorante con prezzi da osteria, dove il cliente è protagonista», puntualizza lo chef Roberto Gruden, mentre ci mostra il menù di carta piegato a forma di barchetta. Piccole cassette in polistirolo, riempite di ghiaccio, per servire il crudo, sèssole per la frittura e "cuciaroni" per i primi, "peverasse" e fasolari cucinati nei vasi da conserva. Olio "Tergeste" e vini delle Doc Aquileia, Collio, Isonzo e Colli Orientali per accompagnare i deliziosi piatti.
Stefano Cosma