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19 giugno 2010 —
pagina 26
sezione: Cultura - Spettacolo
TRIESTE Cè un po di Trieste al Festival dei Due Mondi di Spoleto, appuntamento prestigioso giunto alla cinquantatreesima edizione inauguratasi ieri sera. Sono infatti due artisti triestini, Francesca Debelli e Antonio Giacomin, insieme con un team che opera anchesso nella nostra città, a firmare Urizen, videoinstallazione che per tutta la durata del festival - da ieri fino al 4 luglio - animerà lo spazio del Rossobastardo Live, vetrina che intende promuovere il lavoro di artisti giovani e innovativi nell'ambito del 53° Festival dei Due Mondi.
La videoinstallazione, presentata per la prima volta lo scorso anno alla rassegna di videodanza Wallpaper Dance e questanno a Catodica approda quindi, dopo una lunga e faticosa selezione, al prestigioso festival della cittadina umbra.
«Sono state 170 racconta Francesca Debelli - le proposte pervenute al bando di selezione: tra tanti candidati non ce laspettavamo di essere scelti. Non cè stato neanche il tempo sufficiente per gioire: ci hanno chiamati e convocati a Spoleto nel giro di una settimana».
Urizen, questo il titolo dellinstallazione, si ispira al poema di William Blake The first book of Urizen e racconta attraverso la danza la nascita di Urizen, uno dei protagonisti di una complessa saga mitologica inventata dal poeta per incarnare razionalità, regola e tutto ciò che si opponeva allo spirito romantico dellepoca.
Linsieme è molto raffinato e denso di suggestione, e lo spettatore si immerge gradualmente in unatmosfera rarefatta. I passaggi coreografici, creati e interpretati da Francesca Debelli e ripresi da Antonio Giacomin, citano le immagini miniate, spesso fuse con il testo, realizzate e dipinte a mano dallo stesso Blake.
«Sono rimasta subito impressionata da quei disegni che accompagnavano il poema spiega la Debelli -, compressi nella pagina ma con un loro dinamismo assai spiccato: compressione e movimento che abbiamo riproposto nei video, riprendendo le medesime posizioni delle immagini miniate».
I video, sincronizzati tra loro e accompagnati da una colonna sonora appositamente composta dal gruppo musicale triestino Pop Toxique (Francesco Augusto e Enrico Corubolo) vengono proiettati sulla struttura realizzata dalla triestina Monica Kirchmayr: la candida scenografia realizzata, spiega ancora la Debelli, «insiste sulla simbologia dell'ordine e della stabilità, riproducendo in dimensioni ingigantite dei cristalli di pirite: volevamo una struttura che richiamasse un senso di immediata razionalità».
La videoinstallazione sarà visibile tutti i giorni del festival presso il Cinema Corso di Spoleto, una delle sedi di Rossobastardo Live 2010.
Federica Gregori