Come salvarsi il fegato
06 aprile 2010 —
pagina 20
sezione: Trieste
l I comunicati devono arrivare in redazione via fax (040 3733209 e 040 3733290) almeno tre giorni prima della pubblicazione.
l Devono essere battuti a macchina, firmati e avere un recapito telefonico (fisso o cellulare).
l Non si garantisce la pubblicazione dei comunicati lunghi. Nei giorni scorsi, nellaula magna dell'ospedale di Cattinara si è svolto un incontro tra gli studenti del liceo scientifico Galilei, dell'Istituto tecnico commerciale Leonardo da Vinci e la Fondazione Italiana Fegato Onlus assieme all'Associazione italiana Trapiantati di Fegato.
L'incontro, dal titolo Ci vuole fegato, aveva come scopo il dibattito e la promozione a una cultura della salute che viene troppo spesso dimenticata dai media e comunque quasi mai è rivolta ai più giovani. Partendo da questa considerazione e ricordando che troppo spesso i ragazzi sono protagonisti, loro malgrado, di episodi di cronaca, perché alla guida ubriachi o perché consumatori di droghe, il professor Tiribelli ha spiegato ai circa duecento partecipanti come comportarsi per non diventare pazienti del Centro clinico Studi Fegato.
La parte relativa alla donazione degli organi è stata affrontata dal professor Baccarani dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine, mentre la dottoressa Elena Fabbro ha brevemente raccontato la sua esperienza di trapiantata di fegato.
Gli studenti hanno partecipato con interesse alle informazioni che sono state via via fornite ed hanno dimostrato curiosità ed interesse anche circa il lavoro di ricerca che viene quotidianamente svolto al Centro Studi Fegato allArea di ricerca. Il presidente della Fondazione italiana Fegato onlus, Sergio Brischi e Claudio Tiribelli, direttore scientifico della stessa, che hanno organizzato con l'Aitf l'evento, hanno manifestato la speranza che sempre più spesso ai giovani vengano proposte alternative culturali e scientifiche che li allontanino dai pericoli e più vicino alla consapevolezza e alla salute. L'augurio è che questa esperienza si possa ripetere coinvolgendo tutte le scuole.