E Burri racconta la Germania anni '60

PORDENONE Nell'articolato percorso del Festival Dedica, che quest'anno si concentra su uno dei massimi intellettuali europeii e pensatore tra i più eclettici – lo scrittore e poeta tedesco Hans Magnus Enzensberger - e che avrà inizio sabato 13 marzo a Pordenone organizzato dall'associzione Thesis, avranno un ruolo particolarmente significativo le due mostre in programma.
La prima,
"Macchine per poesia"(inaugurazione domenica 14 marzo, ore 11, Museo Civico di Storia Naturale, aperta fino al 16 maggio), perché presenta opere ideate e realizzate dallo stesso Enzensberger e si pone come la continuazione del suo processo artistico sulla parola, il suo significato, il rovesciamento, la manipolazione.
La seconda, "I tedeschi. la Germania degli anni '60 nelle fotografie di René Burri"(inaugurazione sabato 20 marzo, ore 17.30, Galleria Sagittaria, promossa dal Comune di Pordenone e da Thesis in collaborazione con il Centro Iniziative culturali Pordenone, Contrasto e Magnum Photos, aperta fino al 9 maggio), perchè porta a Pordenone uno dei tra i più grandi fotografi viventi, lo svizzero René Burri, che sarà presente e tra l'altro proprio a Pordenone riabbraccerà dopo molti anni il suo vecchio amico Enzensberger.
Burri è noto in tutto il mondo per immagini assurte a icona come quella di Che Guevara, Picasso: un gigante del reportage che ha documentato i più grandi eventi storici e fotografato le più importanti personalità degli ultimi 50 anni tra il 1957 e il 1964 come membro della Magnum Photos.
La mostra realizzata per Dedica nell'allestimento curato da Giancarlo Pauletto e Marina Sparavier, è una cospicua parte di un grande reportage che Burri realizzo tra il 1957 e il 1964 come membro della Magnum Photos, pubblicato prima in Svizzera e Francia, e successivamente, nel 1990, in Germania, con testi e poesie di Hans Magnus Enzensberger.
Si tratta di immagini quanto mai significative, che percorrono la vita quotidiana di una nazione divisa, ai tempi della guerra fredda. Si direbbe che l'intenzione di Burri è quella di cogliere esattamente il tempo, il momento: ragazzi che salutano un carrarmato americano, due persone cieche che procedono sul marciapiede, gli innamorati sull'autoscontro, due che mangiano il gelato, un fumatore per la strada e così via.
Ma la costruzione nitida, l'attenta gestione del gioco della luce, la presenza, in definitiva, di una strutturalità calcolata esprime con chiarezza l'intenzione di realizzare precise icone di un tempo, di un momento storico che, per naturale rimando, fa rimbalzare il pensiero dello spettatore ad una attualità certo ancora fortemente problematica.
Le "Macchine per poesia" che si potranno visitare nel Museo di Storia Naturale di Pordenone sono state, invece, progettate da Hans Magnus Enzensberger e prestate al Festival dal Museo Würth di Künzelsau-Gaisbach (nel Baden-Württemberg). Permettono giochi reali accessibili a tutti e si collocano nella zona d'ombra tra l'arte e il non-sense, offrendo altre forme di lettura. Un'occasione per conoscere più da vicino una delle creazioni più curiose e geniali dello scrittore tedesco.