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Una cena al buio completo per cinquanta invitati con camerieri non vedenti

Tutti al buio, ovattati dentro una nuvola scura come la pece, per cercare di immedesimarsi, per un paio d'ore, nella realtà di chi non vede mai la luce. Questa l'esperienza vissuta l'altra sera da una cinquantina di ospiti dell'Istituto per ciechi Rittmeyer di Barcola, per la seconda ”Cena al buio” della storia di questa struttura, sempre più votata alle proposte che tendono a mettere chi deve adeguarsi a una condizione diversa, nella stessa situazione di chi è più fortunato.
Stavolta, come accadde un anno fa, l'equazione è stata ribaltata: sono stati i vedenti a doversi misurare con le difficoltà di trovare una forchetta, un bicchiere, una bottiglia di vino nell'oscurità più totale, quando anche recuperare un tovagliolo caduto per terra è un notevole problema, mentre una squadra di camerieri non vedenti serviva ai tavoli. Alle prese con questa esperienza si sono trovati autorità istituzionali e politici della città, a cominciare dal Prefetto di Trieste, Alessandro Giacchetti. Suo il commento più significativo prima dell'ingresso nella sala del pre-buio, dove gli ospiti hanno abituato per qualche minuto le pupille alla dimensione dell'oscurità totale, nella quale sono stati immersi qualche attimo dopo: «È con gli occhi dell'anima che dobbiamo vedere e capire la nostra vita - ha detto Giacchetti - perché è quella la dimensione ideale per proporsi».
Un pensiero e un invito al tempo stesso, accolti con grande entusiasmo dagli ospiti e soprattutto dal presidente del Rittmeyer, Hubert Perfler, che ha invitato Giacchetti a inaugurare la nuova sala dedicata alle cene come quella dell'altra sera. «Abbiamo pensato di riservare una sala della nostra struttura - ha detto il presidente del Rittmeyer - a questo tipo di eventi. D'ora in poi, quanti vorranno provare un'esperienza di questa natura potranno rivolgersi a noi. Siamo pronti a mettere a disposizione la sala con la struttura organizzativa - ha aggiunto Perfler - o anche il solo spazio, eventualmente anche ai ristoratori intenzionati a guardare al nuovo. L'importante - ha concluso il presidente del Rittmeyer - è che la gente senta più vicino il Rittmeyer».
Di particolare, quest'anno, rispetto all'edizione del 2009, la richiesta, formulata dal presidente Perfler agli ospiti, poco prima di accendere le candele a fine cena, di esprimere un'opinione a caldo. Tutti i pareri sono stati positivi: i partecipanti alla ”Cena al buio” si sono dichiarati entusiasti dell'esperienza vissuta, hanno manifestato una forte emozione nel sentirsi accuditi e aiutati dai non vedenti, ai quali, al termine della cena, sono stati tributati i giusti e prolungati applausi dalla platea. «All'inizio ho avuto un po' di paura - ha detto qualcuno - poi ampiamente superata grazie alla gentilezza dei camerieri non vedenti». «Ripeteremo l'iniziativa - ha assicurato alla fine Perfler - perché mettere assieme vedenti e non vedenti nell'ambito di una situazione che li accomuna, che li mette nella stessa situazione di dover ricorrere agli altri sensi, nel buio più totale, rappresenta una crescita per tutti».
Ugo Salvini

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