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Ritorna la ”Cena al buio” nella nuova sala di Barcola con camerieri non vedenti

Lo scorso anno riscosse un notevole successo. Quest’anno, con la novità rappresentata dal fatto che, a servire fra i tavoli, ci saranno otto camerieri non vedenti che hanno frequentato un apposito corso organizzato dall’Istituto Rittmeyer di Barcola, per potersi districare fra posate e pietanze, il risultato si preannuncia ancor più significativo.
Si svolgerà sabato, in una sala che sarà inaugurata nell’occasione e, in futuro, servirà solo per serate analoghe, la seconda edizione della “Cena al buio” per autorità e rappresentanti istituzionali. Immersi nell’oscurità più totale, tale da mettere vedenti e non vedenti nella stessa situazione di difficoltà nei movimenti e negli spostamenti, gli ospiti dell’evento dovranno orientarsi, individuare posate e bicchieri, capire cosa stanno mangiando, fare attenzione a non far cadere i tovaglioli e a non ribaltare le bottiglie sistemate sui tavoli.
Per qualche ora, il mondo degli ospiti sarà lo stesso dei non vedenti, che invece fungeranno da interpreti fra la loro realtà, fatta di complesse difficoltà, da superare con la volontà e l’amore per la vita, e la quotidianità di quanti sono fortunati e ci vedono normalmente. Un anno fa, gli ospiti furono serviti e accuditi, per poco meno di tre ore, dai non vedenti dell’Associazione per la promozione dell’integrazione e dell’autonomia dei ciechi e ipovedenti (Api & Aci). Stavolta l’assistenza ai tavoli sarà garantita da questi camerieri non vedenti al loro esordio: «Si sono preparati per un anno – spiegano dall’Istituto Rittmeyer – e ci hanno messo un grande impegno e la serenità di chi vuol farcela, consapevole dei propri mezzi. Il successo è assicurato».
La sala del comprensorio di Barcola che sarà inaugurata sabato sarà messa poi a disposizione di quanti vorranno ripetere l’esperimento. «Qualche volta saremo noi ad allestire gli appuntamenti – confermano dalla direzione dell’Istituto – ma siamo pronti a mettere a disposizione la sala anche per quanti vorranno organizzare il tutto in totale autonomia».
Lo scorso anno, la prima “Cena al buio” fu fatta per celebrare i 200 anni dalla nascita di Louis Braille, il francese non vedente inventore dell’alfabeto che tutt’ora porta il suo nome. Quest’anno l’iniziativa sarà ripetuta perché sono stati in molti, dopo l’appuntamento del febbraio 2009, a chiedere di poter partecipare.
La “Cena al buio” sta diventando un evento. Per gli interessati, prima della cena, dalle 18.30 alle 19, si potrà visitare, sempre al Rittmeyer, la mostra “Dal Braille alle nuove tecnologie”.
Ugo Salvini

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