«La cometa Halley portatrice di sventure»

GORIZIACiclico, e mai rimovibile, è il timore della fine del mondo. Succede oggi con i pronostici sul 2012. Succedeva cent'anni fa quando il passaggio attorno al pianeta terra della cometa di Halley, previsto per il maggio 1910, annunciava avvelenamenti da gas ed esplosioni.
L'evento viene riportato dai gironali. Scrive Il Gazzettino Popolare di martedì 25 gennaio 1910: «Domenica sera, nel cielo terso di nubi, si potè vedere anche dalla nostra città la nuova cometa. Essa apparve bellissima; il nucleo era alquanto inferiore al pianeta Venere, con una coda a pennacchio e diretta verso lo Zenit. La cometa è visibile ad occhio nudo e si trova un po' al di sotto del bel pianeta Venere, che brilla di prima sera ad Ovest, ma alquanto a destra di chi guarda il pianeta stesso. Lo Splendore della cometa andrà aumentando di sera in sera e la cometa rimarrà sempre al disopra dell'orizzonte».
Siamo a gennaio ed il passaggio mortifero della cometa sulla crosta della terra viene previsto per maggio. E la paura nella gente monta. La coda della cometa contiene uno strano gas, il cianogeno, chiaramente morticida. La mobilità della cometa è portatrice di effetti devastanti, esplosivi, se non altro per "simpatia". Paura vuol dire situazione d'emergenza. I governanti di allora approfittano, come oggi, per operare al di fuori delle regole. I governanti danno fondo alle risorse per soddisfare gli ultimi piaceri.
Il Gazzettino Popolare racconta il clima, ancora lontano dalla fase finale, con una poesia che viene dedicata alla "Cometa del 1910": «Ratta pel placido - cielo stellato / Ospite incomodo - e non desiato / Pari ad un fulmine - nell'aer queta / Viene prestissimo - una cometa! / L'Europa allarmasi - getta i segnali / Scienziati celebri - coi cannochiali / Frugan l'eterea - volta stellata / E dicon prossima - la gran frittata".
Il giornale, però, conclude dicendo che «nulla è da temere dalla cometa in questo maggio; passerà come 75 anni fa senza alcuna conseguenza». Saggezza di provincia.
Sandro Scandolara