«Spazio alle imprese nell'Area di ricerca»

I parchi scientifici e tecnologici promuovono lo sviluppo economico e la competitività di regioni e città creando nuove opportunità di business e aggiungendo valore alle imprese "mature", incentivando l'imprenditorialità, incubando nuove imprese con forte carattere innovativo, e generando quindi posti di lavoro connessi all'economia della conoscenza.
A Trieste il parco scientifico e tecnologico Area, decollato circa vent'anni fa, ospita centri di ricerca di carattere pubblico ma soprattutto alcune decine di imprese che hanno messo sul mercato beni e servizi fortemente innovativi. Area ha tutte le potenzialità per poter crescere ulteriormente. Il piano particolareggiato redatto alla fine degli anni '80 prevedeva un'estensione di circa 100 ettari dal piccolo campus di Padriciano fino a Banne e un campus di circa 50 ettari occupato in minima parte dal laboratorio di luce di sincrotrone a Basovizza, con il massimo rispetto dei principi di tutela attiva dell'ambiente. Con il passare degli anni questo piano è stato messo da parte e attualmente non è prevista alcuna crescita territoriale di Area. Nel momento del suo insediamento l'attuale presidente Michellone ha dichiarato «non è più così importante crescere ancora in termini di aziende e laboratori insediati». Il presidente della Camera di commercio Paoletti, poi, propone di creare una Silicon Valley, ovvero un secondo parco scientifico e tecnologico, nella zona industriale.
Essendo aperta la discussione sullo sviluppo industriale di Trieste, a me sembra che sarebbe opportuno riprendere immediatamente in considerazione l'ipotesi di estendere Area da Padriciano a Banne, estensione che servirebbe anche a "risanare" il territorio di Banne, che ha perso le caratteristiche ambientali tipiche del Carso, essendo diventato da anni un'arida pietraia.
L'estensione del campus di Padriciano verso Banne completerebbe peraltro la "strada dell'innovazione" della provincia di Trieste, lungo la quale sono collocati centri di ricerca e imprese a forte carattere innovativo. Tale strada parte da Grignano, sale a Borgo Grotta Gigante, per dirigersi poi verso l'ex-ospedale Santorio (nuova sede della Sissa), Padriciano, i dipartimenti universitari tecnico-scientifici di piazzale Europa e del comprensorio di San Giovanni, per ritornare poi a Basovizza e San Dorligo e concludere il proprio percorso in zona industriale e a Muggia. Ricordo che l'Ezit non è in grado in questo momento di accogliere la richiesta di insediamento di circa quaranta imprese a causa del noto problema dell'inquinamento di alcuni siti della zona industriale. Non è improbabile che un buon numero di queste imprese abbia tutte le caratteristiche per poter trovare accoglienza e crescere in un parco scientifico di ampie dimensioni, quale a suo tempo immaginato e qui riproposto.
Domenico Romeo
già presidente dell'Area di ricerca