Piccoli schiavi, liberata Giulia: valeva 200mila euro
09 gennaio 2010 —
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sezione: Gorizia
TRIESTE Quattro mesi di intercettazioni telefoniche sono stati necessari agli investigatori della Squadra mobile di Trieste per liberare una ragazzina rom di 14 anni venduta, secondo laccusa, dai genitori a un altro clan. Loperazione, ideata e gestita dal pm Federico Frezza, si è conclusa tre giorni fa in un campo nomadi di Correzzola, in provincia di Padova, dove hanno fatto irruzione 40 uomini della polizia. Alcuni erano giunti da Trieste e hanno diretto loperazione, altri, la maggioranza, erano stati mobilitati in Veneto.
Ora Giulia, la ragazzina liberata, è ospite di una struttura protetta e per la prima volta nella sua vita ieri ha potuto assistere a uno spettacolo cinematografico. Ha abiti nuovi e le è stato offerto anche un paio di pattini, un oggetto che mai in precedenza aveva potuto calzare e usare su una pista.
Giulia, dopo essere stata venduta per 200mila euro - questo dicono le intercettazioni - doveva rubare per sostenere economicamente, assieme ad altre ragazzine-ladre, il nuovo clan di appartenenza. Dopo la cessione era stata anche sposata da un ragazzino di 15 anni. Chiamarlo marito sembra eccessivo. Ora si è aperto un singolare braccio di ferro tra chi lha liberata e cerca di offrirle una nuova possibilità di vita e i clan di riferimento che - comè già accaduto in passato in altre occasioni - cercheranno a breve scadenza di individuarne il rifugio per indurla a scappare e a rientrare in famiglia.
Ma non basta. Questi ragazzini e ragazzine venduti come schiavi non conoscono altra realtà che quella del clan. Spesso non sanno né scrivere né leggere e sono costretti a una disciplina ferrea che impone loro di fare bottino nelle abitazioni. In sintesi non possono scegliere un stile di vita diverso da quello tradizionale dei rom. Limprinting è così forte che spesso questi piccoli schiavi, anche se liberati, fuggono dalle strutture protette di cui sono ospiti. Fuggono per ritornare a fare la vita che veniva loro imposta, perché hanno paura del nostro mondo, non ne conoscono le regole e non sanno come inserirsi.
Loperazione di Correzzola è scattata dopo una attenta sorveglianza telefonica. Giulia seguiva la nuova famiglia, che da agosto alle festività di fine anno è sempre stata col proprio camper lontana dallItalia. Il Paese più frequentato è stato la Germania.