La sfida di Angelo Orlando dalla Primavera alabardata al secondo posto in Lettonia

TRIESTELa Lettonia è l'ultima sfida di Angelo Orlando, ex della Triestina sia da calciatore sia da allenatore della Primavera, guidata nella scorsa stagione dopo un anno da tecnico in seconda.
Nato a San Cataldo 45 anni fa, l'esterno mancino arrivò alla Triestina nell'estate 1985, rimanendovi per tre stagioni come titolare e segnando due gol nella sua ultima annata. Trasferitosi all'Udinese nell'88, vi militò fino al '91 e poi venne acquistato dall'Inter. È tornato poi in alabardato come tecnico. E proprio dopo l'interruzione del rapporto con la Triestina è nata la possibilità di andare a fare l'allenatore in seconda al Ventspils, squadra della massima serie lettone, in una città industriale di quasi 50 mila abitanti.
«Conoscevo il tecnico Nunzio Zavettieri - spiega lo stesso Orlando - che mi ha contattato proponendomi di fargli da vice. Ci ho pensato un giorno e poi ho accettato. Anche il preparatore atletico è italiano, Carmine Balleri, di Sorrento. C'è pure un giocatore italiano, Zamparini: è stato in Premier League, poi si è infortunato, è andato al Bari e poi si è allenato con i disoccupati. Con il Ventspils si è disimpegnato bene e ha segnato un gol contro lo Sporting a Lisbona in Coppa Uefa».
Nel preliminare di Champions League il Ventspils si è arreso allo Zurigo 0-3 e 1-2. «Il primo incontro è stato più difficile perchè eravamo appena arrivati e non conoscevamo l'ambiente. Nel secondo ce la siamo giocata pur con qualche errore di troppo». Ecco quindi il passaggio alla prima fase a gironi dell'European League, che ha proposto i confronti con Sporting Lisbona (1-2 in Lettonia e 1-1 in Portogallo), Herta Berlino (1-1 in Germania e 0-1 in Lettonia) ed Heerenveen (0-0 in Lettonia e 5-0 in Olanda). Sporting e Herta hanno passato il turno.
«Ci siamo ben comportati in quasi tutti i match - commenta Angelo Orlando -. Abbiamo disputato buone partite, benchè la nostra formazione sia al di sotto del livello dei club europei. La serie A lettone corrisponde alla serie C italiana o al massimo alla B. Comunque abbiamo fatto una bella figura e abbiamo maturato esperienza». La scelta di trasferirsi si è rivelata finora una mossa azzeccata. «Si tratta di una grande esperienza di lavoro, che aiuta ad arricchirmi. Sono contento di poterla vivere: mi ha permesso di vivere la Champions League e la Coppa Uefa. Ci sono elementi lettoni, russi e portoghesi, più un macedone e appunto un italiano. Tra i lettoni c'è Gaurac, reduce da due anni con la Primavera dell'Ascoli. Ci sta aiutando molto con la lingua».
Il campionato dura da marzo a novembre e quello appena concluso ha visto il Ventspils secondo alle spalle del Metallurk, garantendosi così il palcoscenico internazionale anche per il 2010. «È andata abbastanza bene anche se siamo arrivati stanchi alle partite decisive. Abbiamo avuto un calendario difficile dopo le coppe. Non c'è stata la lucidità necessaria nei momenti decisivi. La nostra formazione non è abituata a giocare tante gare e la rosa non è così ampia. La pausa invernale è dovuta chiaramente al freddo. Attualmente la temperatura si aggira sui meno 15 e alla ripresa delle ostilità, in marzo, sarà ancora dura. Saremo costretti a fare la preparazione in Turchia o in Spagna».
Massimo Laudani