È morto Alfredo Lulich, la stella più luminosa del calcio monfalconese

MONFALCONEÈ morto ieri a Villa San Giusto a Gorizia Alfredo Lugli (Lulich). Aveva 78 anni. È stato il più grande calciatore monfalconese di tutti i tempi. Ha giocato nell'Inter, nel Torino, nel Vigevano, nel Taranto e nel Parma.
Ma il suo nome resterà per sempre legato agli anni più gloriosi del Crda, quando i "cantierini" di Zeleznik, Lulich e Renato Deiuri hanno scritto pagine indimenticabili in serie C nel vecchio e caro stadio Cosulich. Alfredo Lugli - ma per tutti è sempre stato Lulich - dopo aver smesso di giocare era tornato al Crda e come la gran parte dei giocatori azzurri aveva trovato impiego al cantiere. Nella seconda metà degli anni Sessanta, con Ciso direttore tecnico, Lulich allenava la squadra più forte che il calcio monfalconese abbia mai avuto.
Alfredo lascia la moglie Maria Pia, il figlio Rodolfo sposato con Paola e il nipote Lorenzo. Da un anno era ospite della clinica goriziana; la progressione del morbo di Alzheimer l'aveva accompagnato in quello stato dove passato e presente sfumano in un'unica dimensione sfocata. Ieri, poco dopo aver partecipato a una festicciola nataliza, Alfredo si è tolto per sempre la tuta del trainer.
«Qual era la caratteristica di Alfredo? Gioire delle cose semplici e vivere il calcio in allegria, senza drammi ché in fondo è solo un gioco». A rispondere così, ieri, sono stati gli amici di sempre e i colleghi di mezzo secolo di calcio: Morin, Valentinuzzi, Guido Covaz, Claudio Lupoli. Quanto a Cergoli, l'altro amico della compagnia, sarà il primo ad accoglierlo lassù per rimettersi subito a parlare di pallone.
I funerali, forse, lunedì.