Un masso frana sui binari in Sardegna Muore il macchinista di un treno
20 dicembre 2009 —
pagina 02
sezione: Attualità
SASSARI Un treno delle Ferrovie dello Stato in servizio locale in Sardegna è finito contro un masso che si è staccato da un costone roccioso, a causa di un movimento franoso provocato dal maltempo, a pochi chilometri da Sassari. Nell'incidente è morto uno dei due macchinisti; dei quattro passeggeri e di un altro ferroviere che erano a bordo, solo una donna ha accusato un lieve malore.
La vittima è Giuseppe Solinas, 49 anni, di Ploaghe (Sassari). È stato confermato che la morte per il macchinista è stata istantanea. L'incidente si è verificato intorno alle 6.20, in un tratto caratterizzato da tornanti, in località Scala di Giocca.
La linea resterà chiusa fino a domani. Il prolungamento della chiusura è necessario per mettere in sicurezza la linea e consentire il ripristino in sicurezza dell'agibilità. Il corpo di Giuseppe Solinas è stato recuperato con un'automotrice partita da Sassari. Lunedì sarà effettuata l'autopsia dal medico legale Salvatore Lorenzoni.
«A Sassari serviva il sistema protezione frane. Siamo stanchi di piangere morti che potrebbero essere evitate: fermare i treni quando si lavora sui binari per tutelare la vita degli operai e proteggere le linee a rischio frana è un dovere di chi amministra le ferrovie». È quanto affermano i macchinisti della storica rivista «Ancora in marcia!» in merito allincidente.
«È agghiacciante - proseguono i macchinisti - constatare come non vengano adottate misure risolutive per rendere sicura la manutenzione sui binari. Siamo in presenza di un rischio tipico che ha causato decine di vittime, sempre con le stesse modalità: operai che accorrono per riparare un guasto in linea e i treni che non vengono nè fermati, nè rallentati, nè avvisati per risparmiare qualche minuto, pure in presenza di squadre ridotte e protezioni inefficaci».
Anche l'incidente di Sassari, dicono i macchinisti, «poteva essere evitato, se solo fosse stato installato il sistema di protezione frane, che fa scattare il rosso quando un masso rompe i fili messi appositamente insieme alle reti di protezione, così come già accade in molte altre zone a rischio frana della rete ferroviaria. Alla tragedia di Sassari ha contribuito, inoltre, la conformazione della cabina di guida, angusta e priva di barre indeformabili, che al minimo urto si deforma e, in questo caso, non ha lasciato scampo al nostro compagno di lavoro».
«Auspichiamo - conclude la nota - che la magistratura accerti anche le responsabilità di chi organizza e dirige un'azienda che è sempre più spesso costretta a ripetere come un mantra liberatorio 'siamo le ferrovie più sicure del mondo».