La rabona di Paciocco, una beffa dal dischetto

TRIESTELa sfida con la Reggina è quasi un inedito per la Triestina. Finora infatti sono stati solamente quattro gli scontri diretti fra le due squadre, tutti risalenti a venti anni fa, in due successivi campionati di serie B fra il 1989 e il 1991. Il bilancio è di due vittorie alabardate, un pareggio e un successo dei calabresi.
Ma è difficile dimenticare quella sfida in Calabria del 13 maggio 1990, vinta dalla Reggina per 2-1. Una partita che balzò agli onori delle cronache per un episodio davvero singolare, ovvero un calcio di rigore tirato con una rabona (il pallone viene colpito spostando il piede con cui si calcia dietro il piede di appoggio, e quindi incrociandolo con esso). Era la quartultima di campionato con i calabresi ancora in corsa per la serie A (obiettivo che poi fallirono) e gli alabardati ormai tranquilli, con in panchina un Massimo Giacomini che aveva sostituito in corsa Marino Lombardo. Le squadre erano sull'1-1 quando nel finale venne concesso un penalty ai padroni di casa: ebbene l'attaccante italo-venezuelano Ricardo Paciocco, uno che aveva il pallino per le giocate spettacolari, lasciò di stucco lo stadio e si inventò un'esecuzione incredibile, calciando appunto il rigore con una rabona che fece secco il portiere alabardato e fissò il 2-1. Proprio recentemente, l'attaccante ha spiegato che si trattò in pratica di una scommessa fatta in settimana con l'allenatore Bolchi, che di certo però non si aspettava un'esecuzione del genere.
All'andata, invece, l'Unione aveva prevalso con un secco 2-0, prima vittoria di Giacomini dal suo approdo in panchina al posto di Lombardo: il debutto era avvenuto la settimana precedente, quando pareggiò a Torino 1-1. L'anno successivo, stagione amara per entrambe: Triestina e Reggina infatti furono retrocesse tutte e due in C1. All'andata pareggio in bianco al Grezar, ma al ritorno, nell'aprile del 1991, gli alabardati allenati da Veneranda (che era subentrato in corsa a Giacomini) espugnarono Reggio Calabria per 2-1: di Scarafoni su rigore e di Urban le reti del successo. Da allora Reggina e Triestina hanno diviso le loro strade: oggi, dopo la retrocessione fra i cadetti dei calabresi, si ritrovano a incrociare le armi dopo quasi vent'anni.
Antonello Rodio