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Lega: tetto alla Cig per extracomunitari

ROMA Un tetto alla cassa integrazione per chi lavora in Italia ma è extracomunitario: la Lega lancia una nuova proposta-provocazione alla vigilia dell'esame della Finanziaria, sostenendo il dovere di privilegiare in tempi di crisi gli italiani. Gli ammortizzatori sociali, replica però il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, sono «un diritto». Quella del Carroccio è una «proposta ingiusta», commenta anche il titolare della Difesa e coordinatore del Pdl Ignazio La Russa. Ma la frenata che arriva dal governo non è sufficiente a evitare che si inneschi la polemica: opposizioni e sindacati, all'unisono alzano le barricate conviti che si tratti di una linea xenofoba e anticostituzionale. Idem il Vaticano: «Se si tratta di lavoratori regolari - commenta Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti - è giusto che siano trattati come tutte le altre persone».
L'obiettivo della Lega, spiega il firmatario della proposta Maurizio Fugatti (sottolinea che è «una iniziativa personale»), è evitare «contrapposizioni tra disoccupati italiani e stranieri». Ergo, è l'avvertimento, «rimane qui chi il lavoro lo ha o chi ha la Cassa integrazione». Gli altri, chi non è italiano, tornano «a casa» così come prevede la Bossi-Fini. Tesi e toni che non trovano però corrispondenza dentro la maggioranza.
Norme «incivili e razziste» è l'accusa del Partito democratico, che si dice convinto però che la proposta non farà molta strada. «La presidenza della Camera - afferma la capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali Sesa Amici - lo dichiarerà inammissibile». Una posizione che «è da vigliacchi e miserabili prima ancora che da razzisti», attacca l'Italia dei Valori. Ed è attacco frontale anche da parte dei sindacati: per la Cgil si tratta di «una iniziativa xenofoba e una vera e propria sciocchezza giuridica». Oltre che «un’istigazione al lavoro nero».
Entra nel vivo il dibattito sulla Finanziaria alla Camera. Allo scadere del termine, sono stati depositati circa 2.400 emendamenti in commissione di tutti i gruppi e alcune proposte del governo tra le quali il patto per la salute, anche se in un formato ”ridotto” in attesa dell'accordo con le regioni, il ”pacchetto” Welfare, il codice delle Autonomie recentemente approvato in Consiglio dei ministri, ma anche la ripartizione dei circa 4 miliardi del gettito dello scudo fiscale. Tra gli emendamenti è rispuntato anche il ”pacchetto Baldassarri”. Circa trecento le proposte della Lega mentre il Pdl segnala 13 propri emendamenti firmati dal capogruppo in Bilancio. Le opposizioni hanno presentato misure per ”rimpolpare” la manovra ma anche chiesto lo stop alla norma inserita in Senato per la vendita dei beni confiscati alla mafia. Le 13 proposte del Pdl vanno da un incremento di altri 100 milioni per il comparto sicurezza a un fondo di 600 milioni in favore dell'Università e della ricerca, dalle risorse per gli ammortizzatori sociali al rifinanziamento del 5 per mille al fondo di solidarietà nazionale per l'agricoltura.