Guido Cirilli, architetto e direttore delle Belle arti

Illustre architetto, ma anche uomo estremamente autoritario, Guido Cirilli nacque ad Ancona nel 1871 e morì a Venezia nel 1954. Il suo nome è legato a Trieste non solo perché nel 1918, per sei anni, fu direttore dell'ufficio di Belle Arti, ma anche perché ebbe il merito di aver programmato ed eseguito importanti lavori di restauro nelle province di Trieste, appunto, di Udine e Pola. Lavori, alcuni dei quali, ultimati negli anni '30 dal suo successore Ferdinando Forlati. E su Guido Cirilli – oggi alle 17.30 al Museo Sartorio di largo Papa Giovanni – parlerà, coadiuvato da diapositive, l'architetto Gino Pavan, presidente della Società di Minerva, che ha promosso l'incontro.
Già prima di giungere, quarantasettenne, a Trieste, Cirilli aveva legato il suo nome a importanti lavori di architettura, tra cui la tomba di Umberto I al Pantheon di Roma e la Cappella espiatoria a Monza. Durante i sei anni di permanenza a Trieste, numerose furono le opere di restauro eseguite da Cirilli, tra cui la sistemazione della zona monumentale di Aquileia, il piano di ricostruzione dei Castelli di Trieste, Gorizia e Duino, gravemente danneggiati dalla guerra, ma anche il restauro della Basilica di Grado, il progetto di sistemazione della zona archeologica e a San Giusto, a Trieste. E ancora, il restauro dei monumenti di Parenzo e del tempio di Augusto a Pola. Così come, sempre a Pola, la sistemazione dell'Arco dei Sergi, nonché il restauro della chiesa di San Francesco.
Uomo dal carattere autoritario e dallo spiccato individualismo, Cirilli spesso si trovò in contrasto con gli altri protagonisti dell'architettura di quegli anni. Con Arduino Berlam, per esempio, che progettò il Faro della Vittoria, costruito tra il 1919 e il '27: faro di cui a Cirilli venne assegnata la direzione dei lavori, ma il progetto lui non esitò a modificarlo. E con la stessa imposizione non volle che all'architetto goriziano Max Fabiani venisse assegnato dal governo austriaco, nel 1917, l'incarico di capo della ricostruzione di Gorizia. Il motivo? Per Cirilli, Fabiani «non era all'altezza». Lasciata Trieste nel 1924, Guido Cirilli divenne direttore del neocostituito Istituto di architettura a Venezia.
Grazia Palmisano