"Marco Polo" ancora arenato, non andrà in disarmo

ZARA Non ci sarà nessun disarmo per il ferryboat fiumano "Marco Polo", da più di due settimane incagliato a Sit, piccola isola dell'Arcipelago delle Incoronate. La nave, con a bordo 41 passeggeri e 65 membri d'equipaggio, era finita in secca sull'isolotto dalmata nelle prime ore del 24 ottobre scorso, senza provocare feriti ma solo danni materiali ed era stato causato da un grave errore dei marittimi di guardia, che non avevano cambiato rotta al traghetto.
Da allora non sono mancati i tentativi di riportare al largo questa nave lunga 128 metri, incassata fra gli scogli e con la parte prodiera appoggiata sulla costa per ben 13 metri. Le operazioni, condotte da quattro rimorchiatori del Servizio marittimo adriatico di Fiume, hanno permesso che il "Marco Polo" venisse tirato indietro per non più di 2 metri, dopo di che il disincagliamento è stato sospeso, nel timore che potesse arrecare ulteriori e gravi lesioni allo scafo. Nel frattempo si è parlato di fare saltare gli scogli con cariche esplosive, poi è prevalsa l'idea (sostenuta dagli esperti dell'azienda specializzata olandese Smith Salvage) di liberare il traghetto con degli enormi air bag, piazzati grazie a gru idrauliche. Intanto, con i giorni che trascorrevano inutilmente e senza che si vedessero risultati concreti, alcuni mezzi d'informazione croati hanno riportato la notizia che il "Marco Polo" sarebbe prossimo al disarmo. In pratica, uno dei portavessilli della Società Jadrolinija sarebbe destinato a finire in Turchia, in uno di quei cimiteri delle navi dove sarebbe tagliato impietosamente in sezioni e venduto come ferrovecchio. Un triste destino, provocato dal fatto (così giornali e media elettronici) che i costi di disincagliamento e riparazione non sarebbero convenienti per la società di Palazzo Adria, visto che dalla compagnia di assicurazioni Croatia Osiguranje di Zagabria, si possono ottenere non più di 3,5 milioni di dollari, definiti insufficienti. Ci ha pensato ieri il direttore generale di Jadrolinija, Slavko Loncar, a smentire l'ipotesi di disarmo. «Il prezzo per il disincagliamento è di un milione e 150 mila dollari – ha dichiarato Loncar – con termine di consegna della nostra nave fissato per il 20 novembre a Lussinpiccolo. Avremo pertanto a disposizione risorse sufficienti a riportare la nave pienamente operativa. I lavoratori lussignani avranno il compito di fare tornare in forma il nostro "Marco Polo"». Loncar ha reso noto che Jadrolinija ha già pronta la documentazione progettuale per la ricostruzione e modernizzazione della nave: permetterà al traghetto di avere anche nel 2010 le stesse capacità ricettive, cioè mille passegeri e 270 automezzi.
(a.m.)