il Piccolo — 01 novembre 2009
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sezione: TRIESTE
di CLAUDIO ERNÈ Scambio di ruoli in un appartamento di via Svevo, posto sotto sequestro poche ore fa dalla polizia. Un giovane di 28 anni era pronto ad accogliere le clienti e per accorciare i tempi e favorire gli approcci era già mollemente adagiato sul materasso. In cucina una donna sorvegliava il regolare andamento dellincontro ravvicinato, pronta a intervenire in caso di contestazioni. A questo inusuale modo di gestire la professione si è trovata di fronte uninvestigatrice della Squadra mobile che, sotto copertura, aveva assunto il ruolo di cliente che voleva farsi un regalo per celebrare degnamente il proprio compleanno. Lindagine si inserisce nel filone aperto da tempo dalla Procura di Trieste per bloccare chi sfrutta o agevola la prostituzione. Gli investigatori erano partiti nel loro lavoro esaminando un sito Internet di annunci gratuiti, dove Nikolas, un ragazzo rumeno di 28 anni, pubblicizzava la propria attività a luce rossa. «Sedere liscio e tonico, un metro e 80 di altezza, 78 chili, non peloso, esegue massaggi e offre momenti di relax». Nello stesso spazio una foto e il numero di un telefono cellulare. Località di lavoro, Trieste. Nikolas ha usato come specchio per le allodole un sito nato da poco, che ha sfruttato la grande visibilità di Bakeca, oscurata per 24 ore su tutto il territorio nazionale due settimane fa dalla Procura di Trieste. La decisione era stata assunta perché Bakeca accoglieva anche molti annunci di escort, viados, transessuali e gigolo. Questi annunci venivano venduti da un organizzazione esterna e diversa dalla società che gestisce il sito. La vendita era collegata allofferta di posizioni dominanti nella parte più visibile delle pagine elettroniche. Secondo gli inquirenti questa vendita e la pubblicizzazione del mercimonio di prestazioni sessuali configurano il reato di agevolazione della prostituzione. Fin qui tutto chiaro. Sta di fatto che loscuramento della rubrica Incontri, ospitata fino a due settimane fa dalloriginale Bakeca, ha scatenato i concorrenti. Sono arrivati così sul mercato altri siti dai nomi quasi identici a quello della capostipite. Uno di questi siti concorrenti si chiama Bakeka e per crearlo lautore ha semplicemente sostituito una c con una k. La grafia è diversa, il suono identico. Questo sito è stato scoperto e subito monitorato dalla polizia. In breve sono emersi nuovi annunci di sapore sessuale a pagamento e per verificarne la veridicità è stata organizzata la trappola. Mara, questo il nome di copertura dellinvestigatrice della squadra mobile, ha telefonato a Nikolas, fingendosi interessata a un incontro. Ha chiesto il prezzo e ha trattato a lungo per ridimensionarlo. «Voglio farmi un regalo per il mio compleanno. Mio marito mi trascura». Nikolas non ha tergiversato e si è detto disposto allo sconto. Cinquanta euro. contro i cento originariamente chiesti. Poi è emerso il problema dellalcova. «A casa mia non si può» ha detto Mara. «Una tua amica non ti può prestare lappartamento?» ha chiesto il giovane. «Purtroppo no, al momento è molto difficile». Allora lui si è fatto più intraprendente sul piano commerciale. «Puoi venire da me», ha detto fornendo lindirizzo di uno stabile di via Svevo. «Non preoccuparti se la porta ti verrà aperta da una mia amica». La poliziotta un paio dore più tardi ha suonato il campanello e dal citofono una voce di donna le ha detto di salire. Luscio era già spalancato e ciò che era stato promesso nellannuncio e al telefono è entrato nel campo visivo dellinvestigatrice. Nikolas semicoperto, era disteso sul materasso. La sua compagna di lavoro era in piedi sulla porta della cucina. Pronta a intervenire in caso di problemi o contestazioni sul prezzo. In sintesi sorvegliava. Ora sono in corso accertamenti sullubicazione del nuovo sito galeotto e su eventuali altre inserzioni. È certo che anchesso verrà oscurato a breve scadenza.