Il ronchese Tavian è il bisiàc dell'anno

RONCHI "Lisonz e ‘l còrar del tenp". È questo il titolo dello spattaolo in italiano e bisiac presentato sabato in occasione del Congresso dell'Associazione bisiaca. Protagonisti i bambini della scuola elementare di San Canzian d'Isonzo, che hanno preparato uno spettacolo sul tema degli antichi mestieri che si svolgevano sulle rive dell'Isonzo e i mestieri di oggi, rimarcandone le differenze. Ma al Congresso dello scorso sabato non sono mancati altri protagonisti. Il Coro Giuseppe Verdi di Ronchi ha fatto la sua esibizione, con alcuni brani bisiachi e tedeschi, e il gruppo Costumi tradizionali bisiachi con brani in bisiac e in sloveno. C'è stato poi spazio per la lettura, con William Canciani che ha letto alcune poesie e l'antica leggenda "Al favro Macacan". In chiusura è stato premiato come "Bisiac dell'anno" il ronchese Paolo Tavian, per l'impegno sportivo nello sci, coniugato con l'impegno sociale in favore dei ragazzi disabili. A condurre al serata è stato Daliano Buttignon. Il congresso vero e proprio si è svolto nelle sale della parrocchia, domenica. In apertura c'è stata la lettura da parte di Marilisa Trevisan della leggenda bisiaca de "I tre fradei", ossia "Drava, Sava, Lisonz", che fanno da richiamo al titolo del Congresso. A seguire Giovanna Paolin, dell'Università di Trieste, ha presentato il libro "Storia di un'amicizia di Franco Trevisan", che tratta del rapporto di gemellaggio tra Ronchi e le comunità di Wagna e Metlika. Amicizia questa che perdura da oltre 40 anni. Il libro è stato curato dal Comune di Ronchi e per l'occasione erano presenti le delegazioni delle due comunità gemellate. La scuola del Cisi di Ronchi ha donato alle delegazioni straniere le "Pupe vistude come ‘na volta", confezionate dai ragazzi della scuola in collaborazione con alcune socie. Mentre Desirèe Dreos ha presentato l'audioguida della Bisiacaria, e il professor Hans Kitzmuller ha trattato il tema del rapporto tra le culture attraverso il paesaggio. Infine Piera Giacconi ha concluso leggendo la leggenda "La serpe bianca" dei fratelli Grimm.