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Pordenone, imprenditore paga gli stipendi lordi

ROMA Un imprenditore di Treviso, Giorgio Fidenato, ha ingaggiato una battaglia con il Fisco, rifiutandosi di esercitare la funzione di sostituto di imposta (cioè di esattore per conto dello Stato), versando ai suoi sei dipendenti lo stipendio lordo. In sostanza Fidenato si rifiuta di fare le trattenute di legge, quali Irpef, Inps, addizionale regionale e comunale, e altre ancora. «Sono persuaso - ha detto - che la norma che impone di versare le trattenute di legge sia anticostituzionale, per questo mi sono rivolto al tribunale di Pordenone che si pronuncerà il prossimo 19 novembre". Nel frattempo Fidenato aveva informato della sua decisione (che risale al gennaio scorso) l’Agenzia delle entrate, che comunque ha provveduto a spedirgli una prima cartella esattoriale di 1.800 euro. «E’ una battaglia di principio, non pagherò» ha aggiunto. La notizia ha già fatto il giro del Paese, e lui assicura di aver ricevuto molti attestati di solidarietà da colleghi che vogliono percorrere la stessa strada. Fidenato è stato candidato a sindaco nel Comune di Arba, senza essere eletto, e la decisione di pagare gli stipendi lordi risale al periodo della campagna elettorale. «Ma non fu mossa elettorale - dice - la battaglia era cominciata mesi prima». Sulla vicenda è intervenuto Riccardo Illy che ha lanciato la proposta di una "piccola commissione" a favore delle imprese per la funzione di sostituto di imposta che svolgono per conto dello Stato.