I russi interessati alle isole di Oruda e Palazzuoli

di ANDREA MARSANICH

FIUME I diportisti italiani, specie quelli di Trieste e dintorni, le conoscono bene, avendole incrociate tante volte nelle traversate altoadriatiche. «Belle isolette – avranno detto – chissà a chi appartengono e quale potrebbe essere il loro prezzo se qualcuno si accingesse a venderle». Il prezzo c'è e ammonta a 5,8 milioni di euro per entrambe, chiavi in mano. Parliamo delle isole di Oruda e Palazzuoli (Palacol), due gemme incastonate nel mar del Quarnero e facenti parte dell'arcipelago di Lussino.
Sono in vendita in pacchetto unico da ormai diversi anni e, fuorché degli sporadici anche se eccellenti interessamenti, non hanno ancora cambiato proprietario. L'agenzia che li pone in vendita tramite internet parla di «ottimo investimento, con valore delle isole destinato a crescere in futuro».
Sarà, ma intanto nessun Abramovich di turno si è fatto avanti in modo concreto, scucendo i soldi necessari a diventando titolare di due isole dove potere trascorrere vacanze in perfetta solitudine, o quasi. Oruda è un gioiellino di 36 ettari, circa 950 metri per 350, che vanta addirittura una fonte d'acqua improsciugabile anche nei periodi di maggior siccità. L'acqua viene attinta da un pozzo profondo 9 metri. Non è tutto perché a Oruda si trovano le rovine di una chiesetta del VII secolo, con vegetazione composta da macchia, fichi e olivi.
Palazzuoli è più piccola con i suoi 4 ettari (260 per 150 metri) e dal canto suo annovera quello che un tempo fu un monastero, edificato nel VI secolo e per il quale, se si trovassero gli interessati, potrebbe essere ricostruito secondo l'antico aspetto, in stretta collaborazione con il Ministero della cultura.
Venendo trasportati dalla fantasia dei racconti di un tempo, leggenda narra che che Oruda e Palazzuoli siano collegate da un tunnel segreto, dentro il quale sarebbe nascosto il tesoro dei pirati quarnerini. Eh sì perché nel XIII secolo Oruda era una delle roccaforti dei bucanieri nordadriatici, chiamiamoli così, capaci di mettere a ferro e fuoco la vicina Palazzuoli.
Come già detto, le due isole vengono offerte assieme e ogni loro metro quadrato costa 14 euro e 50 centesimi. Si arriva così alla cifra di 5,8 milioni, che evidentemente non ha ancora convinto appieno i potenziali acquirenti. Tempo fa si era parlato degli Ecclestone, Bernie e Slavica (di origini fiumane), ma poi non se ne fece niente, mentre ora si parla di un forte interessamente dei neoricchi d'Europa, i russi, che sarebbero intenzionati a concludere l'affare.
In attesa che ciò avvenga (e sono già 7 gli anni in cui Palazzuoli e Oruda sono sul mercato), i proprietari dei due isolotti stigmatizzano il comportamento dello Stato croato che, in ossequio alla legge sulle isole, ha il diritto di prelazione nell'acquisto, non consumato però nei riguardi delle due isolette.
E' adirato al massimo uno dei titolari, l' arzillo 90.enne Ivan Badurina, residente a Lussino: «Lo Stato parla e sparla – ha dichiarato – ma non ha intrapreso nulal di concreto, impedendoci così la vendita dei nostri averi. Ora a Zagabria si sono inventati la questione della delimitazione del demanio marittimo per bloccare l'atto di compravendita. Mio padre Josip e mio zio Ivan comprarono Oruda nel 1922 da Petar Mozetic di Cherso per la somma di 20 mila lire, che allora rappresentava una ricchezza».
«Nel 1936, lo zio vendette la sua parte ad Anton Sokolic e tutta quanta la procedura durò tre giorni. Posso dire che 70 – 80 anni fa, l'allora amministrazione statale funzionava che era un piacere rispetto all'attuale stato».
Le tesi di Badurina vengono respinte dal sottosegretario al ministero del Mare e Trasporti, l'arbesano Josip Boric, il quale ha detto che quest'anno non vi sono state nuove offerte per le due isole e che comunque il procedimento per l' acquisto va incontro a rigorose disposizioni per evitare la svendita di 738 isolotti, in mano a privati cittadini. Finora sono state tre le isole vendute in Croazia: si tratta di Smokvica, nell'arcipelago di Sebenico, e di Frascher Grande e Frascher Piccolo, nelle vicinanze di Pola. Andando avanti a questo ritmo, il volume delle vendite non toccherà certo picchi altissimi.