domenica 21.03.2010 ore 19.45

ARCHIVIO il Piccolo dal 2003

Cristiano De Andrè: «Un'emozione cantare le canzoni di mio padre»

di SARA DEL SAL GRADO Parte domani, alle 21.30, la seconda edizione di ”Grado Festival Ospiti d’Autore”, che porterà nella splendida cornice della Diga Nazario Sauro la musica di Gino Paoli, David Byrne e Felice Clemente ma che ha come serata inaugurale un concerto davvero mozzafiato: De Andrè canta De Andrè. Azalea Promotion, Comune di Grado, Regione Fvg e Zenit srl hanno ancora una volta unito le forze per creare un evento indimenticabile e non ci sono dubbi che questo concerto lo sia. A dieci anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè, sarà proprio il figlio Cristiano De Andrè a calcare il palco riportando in vita i grandi successi del padre. «È una trasmissione dati, un passaggio di testimone che avviene non senza preoccupazione da parte mia - spiega lo stesso Cristiano. - Insieme all’amico Luciano Luisi, che ha arrangiato pezzi per altri grandi nomi della musica italiana, abbiamo cercato di virare al rock stile Coldplay, Radiohead e Verve e all’acustico i pezzi di mio padre, che arriveranno al pubblico in una chiave diversa». Come è arrivato alla decisione di fare questo tour? «Forse l’ho deciso per sentire ancora mio padre dentro di me. È davvero emozionante suonare le sue canzoni - ne ha scritto più di duecento - e mi trovo peraltro in una situazione particolare, perché alcune di quelle canzoni le ho viste nascere, altere sono legate a bei ricordi e, soprattutto, spesso sono stato dietro di lui, sul palco a fargli da musicista. Ora invece prendo io il suo posto. Questo passaggio da una parte all’altra del palcoscenico è carico di significati per me, nell’ultimo suo tour ho avuto modo di conoscerlo e di farmi conoscere meglio da lui. Ma molti discorsi sono rimasti interrotti, forse con questo tour e la sua musica, avrò modo anche di continuare a “parlare” con lui. Anche la grande richiesta da parte della gente mi ha spinto a prendere questa decisione. Mi hanno dimostrato tanto affetto da sempre». Come è nata la sua passione per la musica? «Fin da piccolo ho sempre amato gli strumenti musicali. Sono cresciuto in mezzo alla musica. Ricordo di avere avuto 10 anni quando ho imbracciato una chitarra. Ho sempre seguito con grande attenzione il lavoro di papà e così alimentavo una passione che mi ha portato a seguire le sue orme. Inizialmente lui non sembrava molto felice perché questo è un lavoro che non sempre premia ma io ho continuato ad andare avanti». Un tour con i successi di Farbizio De Andrè, lascerà spazio anche a qualche canzone composta da lei? «In realtà mi dedicherò quasi esclusivamente al repertorio di mio padre. Ho introdotto solo due titoli miei “Cose che dimentico”, sul quale io e papà abbiamo collaborato, e “Dietro la porta”, che mi è funzionale in un momento del concerto». Con un repertorio vasto come quello di Faber, non sarà stato facile stilare una scaletta, ma verrebbe da chiedersi se c’è una canzone che lei preferisce tra le altre. «Ce n’è indubbiamente più di una, anche se pensandoci bene credo che quella che mi sento più vicina in questo momento della mia vita sia “Amico Fragile”. Mi rappresenta, ma mi emoziona anche pensare a come papà l’ ha scritta. C’è un intreccio di fatti e sensazioni che mi lega a questa sua canzone». Quando avremo modo di sentire qualcosa di nuovo firmato da lei? «Io spero il prossimo anno. Per ora ho delle idee e approfitterò di questo tour per trovare gli spazi e i tempi per metterle in atto». Lei è cresciuto in mezzo ai più raffinati musicisti italiani. «Si, e mi hanno dato un’impronta musicale davvero unica. Hanno sempre alimentato la mia passione. Per fare un esempio, in questo concerto non potrei di certo suonare il bouzouki se non fosse stato per Mauro Pagani». Cosa dobbiamo aspettarci dal concerto? «Quello che io mi auguro è di regalare emozioni con la mia voce e con l’interpretazione di un repertorio che non ha bisogno di presentazioni».

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