Tutto iniziò con Orsola, la pastorella cui nessuno credeva

di LILIANA MLAKAR *


Un tempo il Montesanto era conosciuto con il nome di Skalnica e la pastorella di Gargaro, Orsola Ferligoj, vi conduceva al pascolo il suo gregge di pecore. La Madonna scelse lei per chiedere ai cristiani di costruire lassù una chiesa. Era il 1539 e l'immediato entusiasmo suscitato dal racconto della pastorella creò preoccupazione nell'autorità politica che la fece incarcerare. Forse sono leggenda la misteriosa evasione di Orsola dal carcere, il nuovo arresto e la successiva e liberazione, le conseguenze però sono certe: la popolazione di Gorizia e dei dintorni saliva in gran numero sul monte teatro dell'apparizione per rendere omaggio alla Vergine. Autorità e nobili cedettero e sorse, nel 1544, una prima chiesa. Il patriarca di Aquileia donò al santuario il quadro, opera di Palma il Vecchio, ancor oggi sull'altare maggiore. La chiesa fu ben presto ingrandita, visto il grande afflusso di pellegrini sloveni, italiani e friulani. Famoso è il tributo reso a Maria da una folla di 14mila fedeli: era il 1793, l'anno che segnò il ritorno trionfale dell'immagine di Maria al suo monte dopo l'allontanamento seguito al decreto di Giuseppe II. La furia della Grande guerra rase al suolo la chiesa e il convento, ma ben presto fu iniziata la ricostruzione su progetto dell'ingegnere goriziano Silvano Baresi. La solenne apertura al culto ebbe luogo nell'agosto 1928; monsignor Sion, vicario generale di Gorizia, impartì la sua benedizione e grande fu la partecipazione di fedeli giunti da tutto il Goriziano. I pellegrinaggi continuarono fino al 1947, quando in seguito al tracciato dei nuovi confini il Montesanto rimase in terra jugoslava prima e slovena poi. Il confine frenava la salita al Monte, dove per altro avevano scelto di essere sepolti gli arcivescovi di Gorizia Giacomo Missia e Francesco Borgia Sedej, da parte dei goriziani. Fu l'immagine di Maria a scendere tra i fedeli goriziani, e per più volte nella storia del santuario: l'ultima volta nel 1992, in occasione della visita del papa Giovanni Paolo II, il quadro fu portato al duomo cittadino. Con la caduta dei confini la Madonna di Montesanto si è riavvicinata ai goriziani, anche se era ed è sempre presente nei loro cuori. Tante volte fu riprodotta quell'immagine con Maria, il Bambino Gesù, il profeta Isaia e san Giovanni Battista: nel duomo una copia del Liechtenreiter decora un altare laterale; all'angolo tra piazza Cavour e viale D'Annunzio una piccola edicola, edificata per il 450° anniversario del santuario, racchiude una copia dell'immagine tanto venerata. Ma non si può tralasciare la raffigurazione di Maria nell'altorilievo posto su di una casa di Mariano che reca scolpita la data 1717, anno della solenne incoronazione di Maria e del Bambino avvenuta in piazza Vittoria davanti al palazzo dell'attuale Prefettura.
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scrittrice e ricercatrice goriziana