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Berlusconi: il decreto Abruzzo sarà varato all’Aquila

di GABRIELE RIZZARDI


ROMA «Ora bisogna pensare alla ricostruzione». Nelle visite alle zone terremotate compiute a Pasqua, Silvio Berlusconi dichiara esaurita la fase della prima emergenza e annuncia che il prossimo Consiglio dei ministri si riunirà all’Aquila per il varo del «decreto Abruzzo» che conterrà misure per fisco, welfare ed edilizia.
Il provvedimento che dovrebbe essere approvato entro questa settimana o la prossima (la data non è stata ancora fissata) dovrà prevedere fondi adeguati per la ricostruzione e un piano di interventi per gli aiuti alla popolazione.
Dove saranno recuperate le risorse necessarie? Molte sono le ipotesi allo studio e non si esclude la possibilità di una imposta una tantum. L’idea, sponsorizzata anche da Giuliano Amato, non trova però molti sostenitori. Almeno per adesso.
Pierluigi Bersani (Pd) propone di lavorare sulle risorse «che si hanno a disposizione» e anche nel governo c’è chi fa notare che l’una tantum finirebbe per incidere sull’Irpef e ricorda che sul reddito delle persone fisiche già pesano le addizionali locali.
Oltre alle eventuali donazioni dei privati, tra le idee per reperire fondi c’è quella di destinare una quota del 5 per mille o dell’8 per mille (si tratta della quota di reddito che i contribuenti possono destinare alle associazioni di ricerca, del volontariato o alle confessioni religiose).
Ma c’è chi vede una guerra fra poveri. La polemica nasce dall'allarme e dalla preoccupazione di alcuni rappresentanti del non profit che col 5 per mille possono assistere e sostenere molte emergenze sociali del nostro Paese, dai disabili ai malati, dai tossicodipendenti agli anziani. Tanti disagi e precarietà che si troverebbero gravemente a rischio con una riduzione di risorse. «Ricordo - spiega Marco Granelli, presidente del coordinamento dei centri di servizio del volontariato (Csvnet) - che sul 5 per mille lo Stato ha fissato un tetto, 380 milioni di euro. Se questo tetto si conferma, vuol dire che Tremonti non allarga gli interventi ma toglie i soldi ad altre attività di assistenza svolte dal non profit. Si tratta di fabbisogni che comunque continuano ad essere presenti e che necessitano di una risposta. C'è il rischio di una guerra fra poveri». Diverso sarebbe, a suo avviso, se invece il ministro intendesse ampliare il tetto e di conseguenza gli interventi.
Tra le possibili misure si è pensato anche al prelievo di una parte degli incassi derivanti dal Lotto e dal Superenalotto e all’istituzione di una lotteria ad hoc a favore dell’Abruzzo.
Per quanto riguarda il capitolo sull’edilizia, appare ormai certa una stretta sulle norme antisismiche e non sono esclusi incentivi in questa direzione. Per quanto riguarda il welfare, arriverà un bonus di 800 euro al mese (inizialmente per 90-120 giorni) per artigiani, liberi professionisti e commercianti. È prevista anche una proroga dell’indenità di disoccupazione mentre per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali in deroga, l’Abruzzo potrebbe essere la prima realtà a rendere concreto l’accordo Stato-Regioni.
Nell’attesa che il decreto Abruzzo prenda corpo, Berlusconi promette ai terremotati che riuscirà a portarli presto fuori dalle tende, dice che «mai come in questi giorni, in 15 anni, si è sentito così orgoglioso di essere italiano» e assicura che i tempi per la ricostruzione sarano «rapidi e certi».
«Sarò qui tutte le volte che sarà necessario, anche tutti i giorni» aggiunge il premier, che da ieri può contare su un ufficio tutto per lui a Coppito. Berlusconi occuperà infatti la stanza del comandante della scuola della Guardia di finanza, Fabrizio Lisi.
Il governo alle prese con la delicata fase della ricostruzione potrà contare sull’appoggio dell’opposizione? Dario Franceschini assicurà che il centrosinistra non metterà i bastoni tra le ruote e promette collaborazione.
«Di fronte al dolore e alla sofferenza abbiamo accantonato ogni polemica e siamo pronti a collaborare in Parlamento. Ma - precisa il segretario del Pd al Tg1 - andremo ogni giorno in Abruzzo a controllare e vigilare, anche quando sarano spenti i riflettori, paese per paese, tendopoli per tendopoli».
Tutto filerà liscio? «Stavolta" assicura il presidente della Camera, Gianfranco Fini «non accadrà quello che è successo nel passato». Nel giorno di Pasqua, Berlusconi ha chiesto ai politici di evitare «passerelle» nelle tendopoli e ieri l’appello è stato accolto da Pier Ferdinando Casini, che ha annullato la sua visita: «Meglio non intralciare i soccorsi».