«In Slovenia scuole più organizzate»

di MATTEO UNTERWEGER


Sette chilometri. Tanto dista la scuola con lingua d'insegnamento italiana di Crevatini, in Slovenia poco oltre l'ex valico di Chiampore, dal centro di Muggia. Ci vogliono cinque, dieci minuti, insomma, per completare il tragitto. Ma la decisione di iscrivere i propri figli all'elementare slovena, preferendola alle pari grado italiane, non pare dettata in primis da questioni logistiche. La motivazione principale, infatti, è quella di «una scelta educativa», come spiega Cristina Canciani, madre di Stefania che il prossimo anno scolastico inizierà il suo percorso quinquennale alla «Pier Paolo Vergerio il Vecchio». Con lei, secondo i dati forniti direttamente dalla responsabile della sede Sonja Maier, ci saranno altri sei bambini che risultano residenti in Italia. In tutto, saranno sette sui 14 nuovi allievi del 2009-2010, esattamente la metà.
«Abitiamo a Muggia, ma siamo stati convinti dalla disponibilità, dall'organizzazione e dalla chiarezza mostrataci da subito dal personale della scuola di Crevatini», aggiunge la signora Canciani. L'incertezza legata ai provvedimenti firmati dal ministro Mariastella Gelmini e ai tagli del governo italiano, poi, non avrà fatto altro che spazzare via eventuali dubbi residui. «È importante anche la possibilità di imparare una lingua in più come lo sloveno, un arricchimento ulteriore in un'ottica di un'Europa sempre più allargata. Peraltro - conclude Cristina Canciani -, mia nipote si è trovata molto bene, un aspetto che ci ha ulteriormente convinti». Sì, perché alla fin fine l'opzione Crevatini è diventata quasi una scelta di famiglia: Elisabetta Canciani, la sorella di Cristina, aveva iscritto lì la figlia Francesca già nel 2007. «Sono stata una dei precursori - sorride Elisabetta -. All'epoca avevamo effettuato una doppia iscrizione, in Slovenia e a Muggia, perché non era certo si potesse frequentare la scuola dell'obbligo oltre confine da residenti in Italia. Poi, abbiamo avuto l'ok. Forse serviva un po' di coraggio per essere i primi, per dare il via a questa tendenza...». Sotto il profilo logistico, c'è da dire che imboccare un'altra direzione non avrebbe mutato le abitudini familiari: «Viviamo a Muggia, proprio in centro. Quindi, iscrivendo mia figlia ad Aquilinia, invece che a Crevatini, non sarebbe cambiato nulla in termini di vicinanza da casa. La scuola slovena ci ha conquistati anche perché, al momento di presentare la sua offerta, si sapeva davvero già tutto, ogni dettaglio. Il fatto di poter imparare tre lingue assieme (italiano, sloveno e inglese,
ndr) ha rappresentato una grande prospettiva», conclude Elisabetta Canciani.
Ma la scuola sistemata sul colle istriano, da cui si riesce ad osservare gran parte della provincia triestina, non è diventata meta solamente di giovani alunni in arrivo dall'Italia. La «Vergerio» si è, infatti, rivelata una risorsa anche in ambito lavorativo. Così è stato nel caso, ad esempio, di un'insegnante appartenente al programma del dopo-scuola: si tratta di una collaboratrice esterna alla struttura, che abita a Trieste e una volta alla settimana raggiunge Crevatini per fare lezione di musica. Svela ai giovanissimi allievi i primi accorgimenti per imparare a suonare il flauto, traverso e dolce. Una maestra transfrontaliera, insomma.