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Centro di salute mentale, rinasce la Maddalena

Un altro bellissimo e storico pezzo della miglior Trieste architettonica è tornato ufficialmente a vivere ieri sera con l’inaugurazione del Centro di salute mentale nella palazzina «rossa» dell’ex ospedale Maddalena, in via del Molino a vento 123: 1300 metri quadrati su tre piani più uno scantinato e giardino circostante, l’ultimo livello con travi a vista destinato a zona di soggiorno per i circa 1000 assistiti con disagio psichico e la possibilità per tutti i 62 mila cittadini del distretto 2 di trovare risposte sanitarie.
«Una sede perfino troppo grande - ha detto il direttore generale Franco Rotelli di fronte a una vera folla in attesa del taglio del nastro e della benedizione impartita dal vescovo Eugenio Ravignani -, dovrà comunque restare una struttura del quartiere, leggera, quasi aerea, ma questa è la realtà: crescono i bisogni, crescono i Centri di salute mentale, in questo 2009 si inaugura nuovamente qualcosa che ha avuto inizio 30 anni fa con la riforma psichiatrica, non sempre il resto del Paese ci ha seguito, ma noi siamo orgogliosi di confermarlo, e di dare a questi luoghi più qualità e più decoro, bisogna dare bellezza qualitativamente alta a chi ha bisogno prima che agli altri».
«Luogo di incontro e di scambio, di partecipazione per il distretto, le associazioni, i familiari dei pazienti» lo ha definito il direttore del Dipartimento di salute mentale Giuseppe Dell’Acqua, e l’Azienda sanitaria, davanti al prefetto Giovanni Balsamo, si è presa il convinto plauso e sostegno dell’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli: «Siamo ammirati per questa nuova riqualifiquazione urbana e continueremo a lavorare assieme per le famiglie, in Italia si guarda a Trieste per la salute mentale e inevitabilmente Trieste viene anche pesata, noi siamo orgogliosi e sentiamo la responsabilità, e vogliamo continuare su questa strada».
La promessa di aprire i magnifici spazi, ideati come sempre dall’architetto Antonio Villas che con poco riesce a creare luminosità, comodità ed eleganza (anche dipingendo un fiore alle pareti o posando un semplice mobiletto in color rosso al posto giusto) è stata offerta dal direttore della struttura, Matteo Impagnatiello: «Faremo un parco di progetti per utilizzare questo luogo, che appartiene alla quotidianità, e non alla separatezza della malattia mentale». Per la Provincia, l’assessore al Lavoro, Adele Pino, ha raccontato di un caso concreto per dire come sul piano dell’occupazione sia nato un nuovo progetto con l’Azienda sanitaria volto all’inserimento lavorativo del disabile psichico (alla Maddalena, che in attesa dei lavori stava in via della Guardia, sono 58 gli utenti inseriti nei percorsi di formazione e sette di loro sono stati assunti).
Come si sa questa palazzina dell’ex ospedale è rimasta all’Azienda sanitaria che ha venduto parte del retro all’Ater, le cui case «coabiteranno» con un vasto complesso edilizio privato. Dell’altro giorno la convenzione col Comune e il concitato passaggio dell’accordo di programma in consiglio comunale. Intanto qui sono finiti i lunghi lavori, che hanno fatto tardare l’apertura prevista già per il 2007 a causa di infiltrazioni d’acqua nelle fondamenta, che sono state rinforzate. Dentro ci sono stanze per l’accoglienza e per il colloquio, per l’accoglienza notturna (otto letti), arredi da relax e da cucina, farmacia, spazi di servizio e di riunione. L’anno scorso il Csm della zona, una delle più difficili della città, ha accolto 301 persone nuove sul migliaio circa di assistiti, e il 45 per cento ha dimostrato di avere un disturbo severo. (g.z.)

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