10 gennaio 2009 —
pagina 02
sezione: Attualità
ROMA L'Udc si insinua nelle tensioni e nei malumori del Partito Democratico e lancia, per voce del segretario Lorenzo Cesa, un invito a Francesco Rutelli e Enrico Letta, in particolare, ai cattolici e moderati del Pd, in generale, a lasciare i «democrats» e ad unirsi al progetto della Costituente di Centro. «Vecchi schemi» per Walter Veltroni che lancia un appello «alla responsabilità e all'unità almeno fino alle europee e amministrative», a mettere da parte «personalismi e divisioni» che hanno l'effetto di «farci del male da soli».
Nel giorno in cui il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino distrugge pubblicamente i nastri della discordia, la miccia si accende a Firenze, dove è bagarre sulla proposta di primarie di coalizione al punto che il segretario, fedele alla linea di intervenire da Roma quando serve, spedisce Vannino Chiti a seguire le primarie. Dalla periferia al centro, sembra riprendere quota una deriva identitaria, segno della fase difficile del partito: da un lato nostalgie per i vecchi partiti, dall'altro rimpianti per lo schema dell'Unione.
Ricostruzioni di stampa riferiscono di un malessere di Rutelli, per il quale il Pd «sa troppo di Pci». Ed è a queste critiche che si appella Cesa che, evidenziando «le profonde divisioni nel Pd dai temi della bioetica alle coppie di fatto fino alla collocazione europea», ritiene «possibile ed auspicabile un accordo con tutti i moderati». Invito rivolto, nome e cognome, a Letta e Rutelli, che ufficialmente respingono l'offerta al mittente. Ma fonti parlamentari centriste parlano di contatti avanzati tra Pier Ferdinando Casini e Rutelli per un passaggio nelle fila dell'Udc dopo le europee.
Politichese puro per Veltroni che, incontrando la base in un circolo romano, mette in guardia da un partito «fatto dai professionisti della politica» mentre «l'ossessione del Pd dovrebbe essere stare tra la gente, farsi popolo e non casta politica». E, siccome i tempi sono quelli che sono, Veltroni lancia un'appello a tempo: «Fino alle elezioni europee chiedo a tutti di conoscere il tempo della responsabilità e dell'unità. Ognuno dica ciò che vuole, ma in quella sottile area che consiste nel dire le proprie idee sentendo anche l'appartenenza a una stessa squadra».
Una squadra, sarebbe l'aspirazione del leader Pd, che guarda oltre «i vecchi schemi» dei partiti del passato e anche delle alleanze. Veltroni non replica direttamente al governatore sardo Renato Soru per un ritorno all'Ulivo, che strappa gli applausi di Parisi e dei prodiani doc, come l'ex portavoce del Professore Sandra Zampa. Ma il veltroniano Giorgio Tonini si incarica di allontanare nostalgie per il passato: il Pd deve, in tema di alleanze, «elaborare una proposta alternativa vincente, andando oltre le esperienze di Ds e Margherita».