08 gennaio 2009 —
pagina 21
sezione:
Trieste
«Athena, la tua dea a Trieste», «Alessia, novità a Trieste», «Samantha è tornata la pantera mulatta».
Questi sono solo alcuni degli annunci «personali» finiti al centro dellinchiesta del pm Federico Frezza sulla prostituzione in città che ha portato allarresto di Olga Gabriela Mariduena, colombiana di 38 anni. Sotto la lente dei poliziotti ci sono due siti internet riconducibili a gestori esteri.
Vengono monitorati costantemente e gli annunci «hard» sono oggetto di accertamenti e di verifiche. Il fenomeno è emerso dopo serie di blitz mirati messi in atto dagli uomini della Squadra mobile della Questura, che dopo aver navigato sulla rete, e aver individuato le ragazze in attività a Trieste, si sono presentati in diversi appartamenti bussando alla porta di ognuno come fossero semplici clienti. Decine sono state le prostitute identificate come «autonome», e per questo non punibili. Sono state identificate una fetta ben più consistente di sudamericane e cinesi, dotate però di permessi di soggiorno per motivi familiari o di lavoro dipendente, talvolta ottenuti in altre città.
I reati ipotizzati non sono solo lo sfruttamento della prostituzione e la violazione delle norme che regolano limmigrazione, ma anche quelli di tipo fiscale. Insomma affitti fuori legge aumentati a dismisura proprio in funzione della destinazione dellalloggio.
Olga Gabriela Mariduena - che è stata liberata dopo due giorni di carcere - in quanto il pm non ha chiesto la convalida dellarresto eseguito dagli investigatori della Squadra mobile, è comunque ritenuta un personaggio fondamentale dagli investigatori. È accusata di sfruttamento della prostituzione. Ma il difensore, lavvocato Claudio Pettarinj, è di parere opposto ed è convinto dellinnocenza della colombiana. Dichiara: «Il fatto che la mia assistita sia stata scarcerata lascia pensare solo ad eventuali modeste responsabilità».
Olga Gabriela Mariduena era stata arrestata sabato scorso. Non appena gli agenti in borghese che vestivano i panni dei clienti erano entrati nel suo appartamento in affitto di via Dandolo, nei pressi della galleria di San Vito, aveva offerto loro di consumare un rapporto sessuale con unaltra giovane, sempre colombiana, presente in quel momento nellabitazione. Esibito il distintivo, gli agenti le hanno messo le manette ai polsi, trovando poi in una stanza anche la figlia della stessa Olga Gabriela poco più che maggiorenne. A quel punto è scattato pure il sequestro dellappartamento. E il fascicolo è finito nelle mani del sostituto procuratore Federico Frezza che ha disposto nuovi accertamenti.