08 gennaio 2009 —
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sezione: Gorizia
I caschi blu della Brigata di Cavalleria «Pozzuolo del Friuli» hanno avviato allorfanotrofio di Tibnin un corso di lingua italiana rivolto a 60 ragazze libanesi. Oltre al contributo per il mantenimento del rispetto della risoluzione 1701 della Nazioni unite previsto dal mandato internazionale dellOnu, nel sud del Paese mediorientale i militari goriziani stanno portando anche un po della nostra cultura.
A tenere le lezioni a bambine e ragazze di età compresa tra gli 8 e i 21 anni è il sottotenente Viviana Conte. Dalla prossima settimana le allieve dellufficiale della riserva selezionata dellEsercito saranno divise, in base alletà, in due differenti classi. Nel frattempo hanno già imparato a formulare le frasi di cortesia più semplici. Lattomosfera ricreata dallinsegnante è positiva.
A inaugurare il corso sono stati il direttore dellistituto libanese, Mohammed Fawaz e il comandante della cellula Cimic-Cooperazione civile militare delloperazione Leonte 5, tenente colonnello Roberto Di Giorgio.
Nel discorso di prassi, il direttore Fawaz ha ringraziato i caschi blu italiani per lattenzione rivolta da sempre alla realtà dellorfanotrofio di Tibnin e, in particolare, ha lodato lattività della Pozzuolo «che aveva promesso un ritorno e ha mantenuto la parola data».
I rapporti tra la brigata goriziana e lorfanotrofio sono iniziati sin dal principio della missione guidata nel 2006 dal generale Paolo Gerometta. A Natale il generale Flaviano Godio, attuale comandante del contingente multinazionale nel settore Ovest di Unifil, aveva distribuito dei doni alle ospiti dellistituto insieme alle autorità locali e agli ufficiali dellesercito libanese.
Stefano Bizzi