Palazzo Attems-Santacroce è da 100 anni sede municipale

Domani alle 18 si presenta nella sala bianca del Comune la pubblicazione che racconta la storia di Palazzo Attems Santacroce, da un secolo prestigiosa sede municipale.
Tutti i goriziani sono ormai abituati ad identificare il Comune con la prima opera realizzata dal Pacassi, ma non è sempre stato così. Prima del 1908, infatti, il Municipio era nell'omonima via, ora intitolata a Mazzini, nell'edificio al civico 7 che fino a pochi anni fa era occupato dalla Polizia Urbana e che ora è proprietà dell'Ater, mentre in precedenza (dal 1572) gli uffici comunali erano nel Palazzo del Gastaldo di riva Castello. Il consiglio comunale, invece, era nell'attuale casa Martellani, all'angolo fra corso Verdi e via Crispi, costruita nel 1863 dal podestà Giacomo di Colloredo, su progetto di Giuseppe Bridiga, in un bellissimo salone con soffitti molto alti e ballatoio. Nel dopoguerra le sedute dell'assise cittadina si tenevano anche nel salone degli Stati Provinciali in castello, fino a quando venne realizzato ad hoc l'edificio in piazza Municipio, progettato dall'ingegner Fornasari nel 1965. Diversamente, fino ai primi mesi del 1908, palazzo Santacroce era stato abitazione dei baroni Ritter. In principio fu dimora cittadina degli Attems, che nel 1795 vi ospitarono il Casino dei Nobili, circolo in cui aristocratici ed ufficiali si ritrovavano per dedicarsi a giochi di società e per frequentare la Bottega di caffè, al piano terra. Nel 1802 il palazzo fu vinto ai dadi dai della Torre che, però, si guardarono bene dal continuare ad ospitarvi giochi d'azzardo.
Stefano Cosma