Boscolo, il gol più veloce dell'Alabarda

TRIESTE Al Rocco con il groppo in gola, sessant'anni dopo aver messa la firma nel vicino stadio di Valmaura (che solo dal 1967 verrà intitolato a Pino Grezar) a un episodio della storia alabardata: è con questo spirito che Enore Boscolo, classe 1929, è andato sabato a vedersi Triestina-Livorno. Certo, è venuto a vedere la partita, ad ammirare lo sventolìo festoso di migliaia di bandierine rossoalabardate, ma soprattutto a fare una sorta di viaggio nel tempo per ricordare i fasti che furono. Perché Boscolo, pur essendo friulano, è proprio con la maglia dell'Unione che ha vissuto la più grande gioia della sua carriera calcistica. E con la città giuliana ha conservato un rapporto viscerale.
«Io sto a Udine dove sono nato – racconta – ma qualche volta a Trieste ci vengo ancora, è una città a cui sono rimasto sempre legato. Confesso che proprio la scorsa settimana, quando sono arrivato sul lungomare, mi sono fermato e mi sono venute le lacrime agli occhi pensando ai tempi andati e a quello che ho vissuto in questa città».
Emozioni sincere, difficile da rendere a parole, un misto di gioia e di malinconia che sono come un pugno che si serra nello stomaco: «La Triestina non si è mai dimenticata di me, ha sempre avuto riconoscenza nei miei confronti, mi ha consegnato targhe e riconoscimenti e io la ringrazio perché con quella maglia ho passato gli anni più belli della mia vita».
Ma a cosa è dovuto il forte legame di Boscolo con l'Alabarda? In fondo la sua carriera iniziò a Trieste, ma poi proseguì con notevole successo sempre in serie A, visto che indossò le maglie di Torino, Vicenza, Roma e Padova. Eppure con la Triestina c'è un cordone speciale, un filo indistruttibile, dovuto sì a quattro stagioni con la maglia alabardata, ma soprattutto a un episodio incredibile diventato quasi leggenda. I numeri, infatti, spiegano solo in parte questo rapporto di amore, anche se sono già molto significativi: realizzare 37 gol con la maglia alabardata (settimo bomber nella storia dell'Unione per reti segnate) e totalizzare 119 presenze in quattro campionati (dal 1949 al 1953), significa già avere avuto un ruolo importante nella storia della società.
Ma c'è soprattutto un evento che fa entrare di diritto Boscolo nella leggenda della Triestina: risale a quasi sessant'anni fa, a quella squadra allenata da Nereo Rocco che militava in serie A. Boscolo ricorda quel giorno come fosse ieri: «Era il 1949 – racconta – ed era venuto per me finalmente il momento dell'esordio in serie A, lo avevo capito già in settimana, tanto che avevo avvisato i genitori di venirmi a vedere. Giocavamo allo stadio Valmaura contro il Torino, ebbene segnai forse il gol più veloce della storia alabardata, perché dopo soli 40 secondi raccolsi un traversone di Rossetti e in scivolata misi in rete. Fu una gioia incredibile, in pratica feci gol al primo pallone toccato in assoluto in serie A, a ripensarci è davvero pazzesco».
In quella partita contro i granata, vinta poi per 3-0, Boscolo realizzò
addirittura una doppietta, un record per un esordio nella massima serie: da quel momento, divenne per qualche stagione il perno dell'attacco dell'Unione.
Antonello Rodio