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A Opicina si incontrano gli innamorati dei giardini: accademici e orticoltori

Era il 12 settembre 2001 quando la triestina Mariangela Barbiero, da sempre appassionata di fiori e piante, decise di fondare un circolo, divenuto tre anni più tardi, il 4 febbraio 2004, l’Associazione Orticola del Friuli Venezia Giulia «Tra fiori e piante». In particolare, la nascita di questo sodalizio è stata motivata per difendere il roseto «Garlant» di Argegna, preziosa collezione di oltre 1200 rose botaniche risalenti a quaranta milioni di anni fa, e quindi molto più vecchie dell’uomo.
Tra le finalità di «Tra fiori e piante», associazione di volontariato che ha sede a Opicina, quella di promuovere e diffondere la conoscenza teorica e pratica delle piante, della loro coltivazione e inserimento nel giardino e nel paesaggio. E poi la tutela del verde, sia pubblico che privato. E ancora, la cultura e la storia dell’arte di far giardini; e la ricerca e la mappatura di giardini amatoriali privati per interscambi turistico-culturali. Ricerca e mappatura attraverso le quali il sodalizio di Mariangela Barbiero ha il precipuo obiettivo di far diventare il giardinaggio un «volano economico».
Circa 160 i soci di «Tra fiori e piante», ma si enumerano anche presenze inglesi oltre a diversi soci onorari da fuori regione: soci i più diversi, dal docente universitario o ricercatore (tra cui quell’Elisa Tomat, vincitrice nel 2004 del Premio Nonino per i prati stabili) al giardiniere che lavora a ore, dal paesaggista al responsabile del verde pubblico, dallo specialista degli alberi al terapeuta ortoculturale che ha due specifici responsabili, uno dei quali è Alessandra Chernaz, diplomata a New York.
Presenze eterogenee dunque, che rendono quasi unica, in Italia, questa associazione, i cui membri per prepararsi adaguatamente, hanno frequentato corsi di progettazione e di giardinaggio biologico tenuti da esperti de «Il giardino amatoriale di Firenze», sodalizio che, presieduto da Giancarlo Frisone Cappello, è tra i più vecchi e importanti d’Italia.
Fervore ed entusiasmo permeano le iniziative dell’associazione di Mariangela Barbiero, che è diventata giardiniera iniziando dal nulla, solleticata soltanto dall’amore «ereditato» dalla nonna, che aveva un giardino segreto e inaccessibile, nascosto alla vista, poiché non poteva pagare la tassa obbligatoria sino agli anni ’60.
Tra le iniziative di «Tra fiori e piante» c’è la partecipazione alle più importanti mostre regionali, ma anche l’organizzazione in proprio della mostra «Horti tergestini», con i più qualificati esperti italiani e sloveni. «Horti tergestini» ha avuto nel 2008, alla terza edizione, ben 15.000 visitatori a ingresso gratuito, e come ospite d’onore Libereso Guglielmi, il decano dei giardinieri italiani, chiamato anche il «giardiniere di Calvino» in quanto, da ragazzino, lavorava per il papà di Italo Calvino. Un’altra stimolante iniziativa dell’associazione orticola è il concorso, giunto alla II edizione, «Comuni fioriti del Friuli Venezia Giulia». E non mancano i progetti: tra i più ambiziosi, quello di fondare a Triete una scuola per creare giardinieri qualificati.
Grazia Palmisano


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