Le fibre ottiche cedute a Telecom senza gara Riccardi: giovedì la giunta decide sul blocco

TRIESTE Renzo Tondo contesta il metodo, «in attesa di approfondire il merito». Ma Riccardo Riccardi, l'assessore competente, ha già chiaro che né metodo né merito vanno bene. La decisione di Mercurio Fvg di cedere a Telecom i diritti d'uso esclusivo di fibre ottiche della rete pubblica regionale senza gara non piace alla Regione, informata a giochi fatti. Inevitabile lo stop all'operazione? Pare di sì. Anche se l'ufficializzazione potrà arrivare solo in giunta, giovedì prossimo.
Di sicuro, garantisce Riccardi «non ci sarà alcun rallentamento del progetto banda larga». Tondo mantiene un profilo prudente. Racconta innanzitutto che pochi giorni fa, durante un incontro a Trieste con il numero uno di Telecom Gabriele Galateri di Genola, «nessuno mi ha messo al corrente di alcunché». «E' una vicenda che sta seguendo l'assessore competente – spiega –. Mi risulta solo che ci sia stata una cessione non autorizzata dalla giunta, ma è cosa che approfondirò nei prossimi giorni». La Regione alzerà le barricate? «Non ho ancora elementi o atti in mano. Non ho neanche preclusione ideologica, ma certo del metodo non sono contento, anzi è stato sicuramente sbagliato procedere senza informarci. Il nostro modo di fare sarà di sviluppare il percorso in un'economia di mercato corretta».
Al di là dei toni morbidi, Tondo chiarisce che la Regione andava informata e che la gara andava fatta. E che dunque Giovanni Pittino, il presidente di Mercurio (nessuna risposta al telefono, nemmeno un "no comment"), società costituita in era Illy ma poi sciolta al via del Tondo bis e ora in fase di fusione in Insiel, ha commesso un errore sottoscrivendo lo scorso 28 ottobre, insieme ai procuratori societari di Telecom Sergio Schinaia e Stefano Bartoloni, le trenta pagine dell'intesa che prevede la cessione a Telecom per una durata di quindici anni del diritto d'uso sulle fibre ottiche regionali in via esclusiva, pur con la clausola che se entro 90 giorni, vale a dire entro il 28 gennaio 2009, la Regione non procederà a una formale approvazione, con conseguente ratifica del cda di Mercurio, l'accordo stesso diventerà automaticamente inefficace.
Ancora più esplicito di Tondo è Riccardi. L'assessore, che porterà in giunta la questione giovedì, conferma che Pittino lo ha informato della cessione «a cose fatte». Precisa di aver chiesto "spiegazioni" e di aver ricevuto "risposte". Non spiega quali ma è difficile pensare che siano state soddisfacenti. Perché, «oltre al metodo e all'opportunità di una sottoscrizione avvenuta dopo la decisione del Consiglio di inglobare Mercurio in Insiel», Riccardi denuncia anche la questione burocratica: «Per la mia esperienza professionale, l'affidamento di un bene pubblico necessita procedure di evidenza pubblica o almeno una pubblicità tale da consentire a più soggetti di manifestare eventuale interesse. Il codice civile va rispettato». E dunque, in questo caso, il proprietario della rete, e azionista unico, «andava informato».
Adesso? «Si va avanti con il progetto e gli obiettivi di prima: la banda larga su tutto il territorio. I tempi – assicura Riccardi – saranno rispettati». E Pittino? «Mercurio, che è stata sciolta, torna a Insiel – osserva Tondo –. Quindi, indipendentemente da questa vicenda, l'amministratore non ci sarà più».
(m.b.)