Un viaggio nell'arte di Franca Batich inseguendo il vento

di ALESSANDRO MEZZENA LONA


Quei versi di Eugenio Montale non sono messi lì a caso. Sembrano tracciare una strada. Vogliono aprire un percorso alla comprensione della pittura di Franca Batich. Dicono: «Tutte le immagini portano scritto: più in là!». E guardando le opere dell'artista triestina sembra proprio di dover spostare ogni volta la linea dell'orizzonte un po' più in là. Per partecipare al suo viaggio creativo.
Franca Batichha iniziato a esporre negli anni Sessanta. Prima a Trieste, poi in giro per l'Italia, per l'Europa, finendo per fare mostre anche negli Stati Uniti. Ma solo adesso un catalogo ripercorre le tappe più importanti del suo divenire d'artista. Si intitola «Inseguendo il vento», lo pubblica Franco Rosso Editore. È accompagnato da una prefazione di Claudio Magris intitolata «Rosso Occidente», nella quale lo scrittore mette in luce tutto il fascino dei colori di questa brava, schiva artista triestina. Il volume viene presentato oggi, alle 18, nella Sala Paolo Alessi del Circolo della Stampa di Trieste, in corso Italia 13, dal critico Roberto Ambrosi.
Più che un catalogo, «Inseguendo il vento» è una suggestiva antologia di recensioni, versi, metafore, pensieri. Ma soprattutto di immagini di quadri. Che portano chi guarda a ripercorrere il cammino artistico di Franca Batich, tra paesaggi dell'anima, presenze di sogno, suggestioni al limite dell'astrazione, perturbanti incursioni nei territori dell'inconscio.
L'artista si diverte a giocare con il lettore nascondendo la propria vera identità dietro le maschere. Che, in realtà, alla fine si rivelano fare parte dell'essenza stessa di chi si specchia nella tela. Di chi affida alla fantasia dei colori pennellati, alla suggestione delle figure evocate, allo straniamento del trovarsi faccia a faccia con l'immaginario, il compito di raccontare un po' di sé.