lunedì 15.03.2010 ore 18.20

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Università, via il bonus ai decani

di MATTEO UNTERWEGER Il Senato accademico dell’Università di Trieste ha approvato la manovra di anticipato pensionamento dei suoi decani. L’Ateneo ha scelto: i docenti di lungo corso non potranno più avvalersi del biennio didattico aggiuntivo una volta arrivati all’età limite per lasciare la cattedra, ovvero a 65 o 70 anni (saranno 48 in tutto nei prossimi due anni). Come loro, saluteranno la struttura universitaria i dipendenti del personale tecnico amministrativo giunti a 40 anni di contributi ma ancora in servizio. Secondo le recenti nuove norme, le università sono state direttamente investite della responsabilità di decidere in questo senso. «Il Senato accademico ha dato l’assenso alla proposta di provvedimento da me presentata con voto unanime», spiega il rettore Francesco Peroni. Insomma, Trieste ha iniziato a muoversi per tentare di rientrare sotto la fatidica soglia del 90% nel rapporto fra spese per il personale e Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) assicurato dallo Stato. Oggi, infatti, l’ateneo triestino - in base al decreto legge 180 dello scorso 10 novembre - si trova con le mani legate quanto a reclutamento di forze fresche per il suo organico: oltrepassando il limite del 90%, non può assumere. Peroni specifica, anche in una lettera destinata proprio a docenti e dipendenti tecnico-amministrativi, come il ritorno sotto la soglia sia «stimabile entro la fine del 2010, secondo proiezioni opportunamente effettuate dagli uffici». Una ripresa delle assunzioni si potrà avere «dal 2011, secondo criteri di programmazione che il Senato medesimo dovrà stabilire». L’organo di governo dell’Ateneo è stato informato da Peroni anche della prospettiva alternativa: senza alcuna misura di anticipazione della quiescienza, il blocco sarebbe andato avanti per una decina di anni. I dipendenti prossimi a lasciare l’incarico potranno eventualmente dare comunque il loro contributo nelle attività di ricerca, didattica e gestione dell’Università. Nel corso della seduta del Senato accademico, sono state definite altre linee guida in chiave futura: tra queste, l’opportunità di stanziare dei fondi nel prossimo bilancio di previsione per la creazione di un sistema interno di valutazione della didattica e della ricerca. Inoltre, si è affrontato il tema delle sinergie interateneo con Udine, per le quali proseguiranno i dialoghi fra le facoltà omologhe.

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