Lacotisce-Rabuiese, all'ex confine senza gli storici ingorghi di traffico

di MADDALENA REBECCA


Dopo trent'anni di attese, il collegamento tra la rete autostradale italiana e quella slovena è diventato realtà. Anche l'ultimo tassello mancante, quello tra gli svincoli di Lacotisce e delle Noghere, paragonato dal capo dipartimento regionale dell'Anas ad una «stenosi», l'ostruzione che impedisce l'afflusso del sangue in vena, è stato completato. Da ieri, con l'apertura al traffico dell'intero raccordo Lacotisce-Rabuiese, i triestini possono arrivare nel centro di Capodistria impiegando un tempo minore rispetto a quello necessario a raggiungere Duino. E il tragitto, oltre che rapido, è anche particolarmente fluido, al punto che quasi non ci si rende conto di entrare in un paese straniero. Basta superare la Grandi Motori e imboccare qualche centinaio di metri più avanti l'uscita per Rabuiese per imbattersi nella galleria Monte d'Oro e trovarsi poco dopo all'altezza dell'ex valico, in pieno territorio sloveno. E da lì l'automobilista, che si tratti del triestino interessato a visitare i musei di Zagabria o del vacanziero diretto verso le coste dell'Istria, può preseguire il suo viaggio senza mai lasciare l'autostrada.
Una rivoluzione che, oltre a snellire il traffico e ad accelerare lo scambio delle merci, contribuirà anche a riscrivere le abitudini delle popolazioni a cavallo del confine ormai caduto. Abitanti che però, ieri, non hanno potuto assistere all'inaugurazione di un'infrastruttura tanto strategica e tanto attesa. La cerimonia di apertura del raccordo, infatti, non è stata concepita come una festa di popolo, bensì un appuntamento dal chiaro sapore istituzionale, con tanto di inno nazionale intonato alla fine.
E le istituzioni, dai Comuni di Trieste, Muggia, San Dorligo alla Provincia, dalla Regione al Governo, rappresentato dal sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli, hanno risposto all'appello, sottolineando compatte la portata strategica dell'opera. «Oggi il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di poter essere un esempio per l'intero Paese - ha chiarito con orgoglio il presidente della Regione, Renzo Tondo -. Un esempio di come si possono spendere bene le risorse, realizzando in tempi certi le infrastrutture necessarie».
Messaggio raccolto e rilanciato dall'ex guardasigilli, che ha ribadito la volontà dell'esecutivo di dedicare grande attenzione allo sviluppo di strade e ferrovie. «Con i ministri Matteoli e Tremonti - ha annunciato Castelli - stiamo lavorando alla definizione di un piano nazionale per le infrastrutture. Uno strumento necessario anche per rispondere all'attuale crisi. Il governo ha forte volontà di sostenere una politica delle infrastrutture in chiave anticongiunturale. Dopo anni di immobilismo, noi portiamo avanti l'ideologia del fare. E, in questa programmazione, Trieste ha davanti a sè una grande opportunità: il corridoio V. Non so dirvi quando, ma posso assicurare che arriverà. E a quel punto anche gli enti locali dovranno fare la loro parte».
Appello fatto proprio anche dalla presidente della Provincia. «La soddisfazione per il traguardo tagliato oggi, in grado di modificare sia i rapporti economici sia quelli tra le genti, è forte - ha osservato Maria Teresa Bassa Poropat -. Ma sappiamo che quest'opera rappresenta solo un primo passo. Gli amministratori dovranno dimostrare la stessa compattezza per affrontare altre partite, dalla terza corsia dell'A4 all'alta velocità».
Una collaborazione auspicata anche dal presidente nazionale dell'Anas. «Per realizzare le grandi opere c'è bisogno che le istituzioni dialoghino - ha osservato Piero Ciucci -. Comune di Trieste e Anas, nel caso della Lacotisce-Rabuiese l'hanno fatto in modo sistematico. E il risultato è un'infrastruttura che offre minori tempi di percorrenza, non snatura l'ambiente circostante e garantisce maggior sicurezza a chi la utilizza». Gallerie e raccordo, infatti, saranno controllati 24 ore al giorno da una sala operativa dell'Anas in grado di avviare le procedure d'emergenza in caso di criticità e di monitorare i flussi di traffico grazie a 25mila sensori. La struttura, in futuro, potrà essere utilizzata per gestire la mobilità su tutta la Gvt e sull'intera rete Anas regionale.